Domenica, 28 Novembre 2021

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


A proposito dell'alluvione che ha colpito, a fine ottobre, la provincia di Belluno

  • Categoria: n. 01, gennaio-febbraio 2019
  • Pubblicato: Giovedì, 21 Febbraio 2019 19:35

Un’anonima signora, intervistata da un giornalista, ha detto, a proposito delle migliaia di alberi abbattuti dal vento: “Sembrano tanti stuzzicadenti sparsi per terra”. E la signora non poteva coniare un termine più adatto: “tanti stuzzicadenti", con un ciuffo verde.

E i maestosi abeti e larici da cartolina? Tagliati!! Ma per un uso sociale... ben s'intende. Lungi da noi idee e pensieri “sovversivi”, ma per fare un mobile la motosega ha tagliato “quegli” alberi che formano una barriera contro il vento, e sono proprio quelli più esterni... i più gagliardi. Tutti gli altri che vivono internamente al bosco, non avendo bisogno di difendersi perché protetti dagli esterni, si sviluppano poco e sono fragili: appunto come uno stuzzicadente. E' chiaro che una tromba d'aria a 200 chilometri orari ci va a nozze: ma non scordiamo che basta anche un lungo sospiro d'amore per farli venir giù.

La motosega ha poi tagliato il bosco per aprire piste da scii, impianti di risalita, piloni per seggiovie a due, quattro, sei, otto, dieci, venti, trenta, quaranta, sessanta, ottanta, cento... posti, che collegano le valli e grazie alle quali lo sciatore passa allegramente da una valle all'altra. Queste meraviglie della motosega vengono chiamate “caroselli”, “anelli”, ecc.

I “gagliardi” sono stati poi tagliati per far posto a strade su strade. Le vecchie mulattiere sono diventate a quattro corsie; e ora una famiglia media italiana, quella del Mulino Bianco per capirci, può arrivare sopra ai duemila metri con mocassini e scarpe a spillo. Tutto asfalto che ha privato il terreno di radici, rendendolo molle e friabile.

Pulizia dei boschi, pulizia dei torrenti: bella idea! E vai con la motosega! Ma poi si crea dello spazio e che farne? Case, naturalmente. Così, quando la pioggia cade, trova tutto questo casino e il fango non può che riversarsi in strada e nel salotto.

Non dimentichiamoci poi dell'albero cittadino, anche lui sfigato: potato ogni anno, in maniera indecente, con l'indebolimento continuo della pianta stessa. Scavi continui tra le radici (per cavi, fili, tubature, ecc.) li rendono instabili e basta che un pensionato con problemi di aerofagia passi lì vicino che la caduta è assicurata.

Sicuramente, il tempo è cambiato: forti concentrazioni di umidità creano temporali furiosi e venti forti oltre la norma; ma è anche vero che essi trovano quello che abbiamo descritto. Non dimentichiamoci però di un terzo fattore, il più micidiale, quello che incoraggia pioggia e correnti d'aria, quello che guida la motosega: il capitale-profitto.

 

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