Domenica, 28 Novembre 2021

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Vita di partito

  • Categoria: n. 02, marzo-aprile 2019
  • Pubblicato: Giovedì, 09 Maggio 2019 10:26

Benevento. Il 9 gennaio, si è tenuta una manifestazione contro il cosiddetto “Decreto Salvini” (o “Decreto sicurezza”), cui hanno aderito 21 sigle e una decina di personaggi delle istituzioni: sindaci, assessori, per lo più del PD. La manifestazione, consistente in un presidio davanti alla Prefettura, ha visto la partecipazione di circa 250 persone, molte delle quali non use a simili manifestazioni. Come inevitabile, tutto era improntato all’antirazzismo democratico: tutto mirava a far credere che il “Decreto sicurezza” consistesse solo in un attacco ai migranti, di sapore razzista, per cui il “buonismo” la faceva da padrone. I sindacati, che pure erano presenti, si sono guardati bene dal denunciare la vera essenza antiproletaria del “Decreto sicurezza”. La sezione di Benevento è intervenuta invece con un volantino, già distribuito in altre occasioni, e con la diffusione del nostro giornale: nei vari capannelli, abbiamo denunciato la vera essenza del decreto. Interessanti le reazioni: quando spiegavamo che il decreto prevede una pena di 6 anni di carcere a chi partecipa a picchetti anti-crumiraggio, a blocchi di merci o a manifestazioni con blocchi stradali, la reazione era di incredulità, poiché nessuno ha mai messo in rilievo questo aspetto del decreto, che è poi la sua vera finalità. E’ cioè l’attacco ai proletari, preventivato per tempo, certi come sono i borghesi che la ripresa delle lotte proletarie è inevitabile. E’ ovvio che né i sindacati (funzionari del capitale) e i partiti della “sinistra” (borghese) né i presunti “antagonisti” denuncino questo aspetto essenziale. Nel “Decreto sicurezza”, l’attacco ai migranti è contenuto solo in quanto la borghesia vede in essi una parte potenzialmente determinata di proletari (o, come pare sempre più evidente, di masse “in via di proletarizzazione”). Dunque, il tutto è in chiave antiproletaria!

Che cosa possiamo fare? Non la “bontà nei confronti di questi poveracci”, ma la preparazione alla lotta contro il capitalismo! E’ sempre più necessario comprendere ciò che si dice nel Manifesto del partito comunista e agire di conseguenza: “PROLETARI DI TUTTI I PAESI UNITEVI, ALTRO NON AVETE DA PERDERE CHE LE VOSTRE CATENE E UN MONDO DA GUADAGNARE!”.

Parecchi hanno accolto molto favorevolmente il nostro volantino e i nostri interventi nei capannelli. Poi, la manifestazione è finita e la potente macchina della propaganda borghese confonderà ancora molti che si erano mostrati disposti a “comprendere”. Solo la ripresa delle lotte per migliori condizioni di vita e di lavoro, vero allenamento per la lotta di classe aperta, potrà risvegliare il senso dell’appartenenza al proletariato e far tornare a guardare agli obiettivi storici della nostra classe.

Berlino. L’incontro pubblico del 3/2 u. s. sul tema “Gilets gialli: rivolte popolari e illusioni democratiche”, ampiamente pubblicizzato dalla sezione con manifesti e volantini, oltre che sul sito di partito e su alcuni giornali della “sinistra diffusa”, ha visto la presenza incoraggiante di più d’una trentina di persone. La relazione è stata svolta da una c. di lingua italiana, con traduzione più o meno simultanea da parte di un c. di lingua tedesca, e ha toccato vari aspetti del “movimento”, come già anticipato anche dal testo di presentazione. Alla fine della lunga e vivace relazione ci sono state molte domande da parte dei presenti, che hanno permesso di approfondire e ulteriormente chiarire le nostre posizioni politiche. La sez. di Berlino ha in progetto altri incontri pubblici, su altri temi, sia in città sia in altre località della Germania.

Di altri interventi e iniziative daremo conto nel prossimo numero di questo giornale.

Partito comunista internazionale

                                                                           (il programma comunista)

Punti di contatto:

Milano, via dei Cinquecento n. 25 (citofono Istituto Programma), (lunedì dalle 18) (zona Piazzale Corvetto: Metro 3, Bus 77 e 95)
Messina, Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
Roma, via dei Campani, 73 - c/o “Anomalia” (primo martedì del mese, dalle 17,30)
Benevento, c/o Centro sociale LapAsilo 31, via Firenze 1 (primo venerdì del mese, dalle ore 19)
Berlino, ogni ultimo giovedì del mese dalle ore 19, presso il Cafè Comunista, RAUM, Rungestrasse 20, 10179 Berlino.
Bolognac/o Circolo ARCI Guernelli - via Gandusio 6 - 40128 Bologna (Prossime date e orari: 9/10, 27/11, 11/12, 29/1, 26/2, 26/3; dalle 15,30 alle 17,30)
Torino, nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 09 ottobre 2021, dalle 15.30)

Articoli su COVID-19

L’uso sociale dell’epidemia ( Il programma comunista, n°2/3, 2020)
Quali emergenze? ( Il programma comunista, n°2/3, 2020)
E dopo l'emergenza? ( Il programma comunista, n°2/3, 2020)
Il virus della crisi ( Il programma comunista, n°2/3, 2020)
Coronavirus: una miniera d'oro ( Il programma comunista, n°2/3, 2020)
Manifestazioni virali della crisi ( Il programma comunista, n°2/3, 2020)
Virus e lotta di classe ( Il programma comunista, n°4, 2020)
Coronavirus – Crisi – Resistenza ( Il programma comunista, n°2, 2021)
Piegheremo la schiena ancora una volta? ( Comunicato, 06/08/2021)

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