Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

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Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Parole semplici e chiare

Che cosa consegue da queste crisi commerciali che si ripetono regolarmente?

In primo luogo, la grande industria, benché sia stata proprio essa a generare, durante il suo primo periodo di sviluppo, la libera concorrenza, tuttavia ora si è troppo sviluppata per trovarsi ancora bene con la libera concorrenza; per la grande industria, la concorrenza e in genere l'esercizio della produzione industriale da parte di singoli individui sono diventati per essa un vincolo che deve spezzare e spezzerà; la grande industria, finché sarà gestita sulla base attuale, può reggersi solo tornando a ricadere di sette in sette anni in una confusione generale periodica, che ogni volta mette in pericolo la civiltà intera e non solo precipita nella miseria i proletari, ma manda anche in rovina un gran numero di borghesi; dunque, o bisogna rinunciare del tutto alla grande industria, il che è assolutamente impossibile, o la grande industria rende assolutamente necessaria una organizzazione del tutto nuova della società, nella quale la produzione industriale sia guidata non più da singoli fabbricanti in reciproca concorrenza, ma da tutta la società secondo un piano determinato e secondo il fabbisogno di tutti.

In secondo luogo, la grande industria e l'estensione della produzione all'infinito che essa permette, rendono possibile uno stato della società nel quale di ogni fabbisogno per la esistenza venga prodotto quel tanto che ogni membro della società ne sia posto in grado di sviluppare e di mettere in azione tutte le sue forze e i suoi talenti in perfetta libertà. Cosicché insomma proprio quel carattere della grande industria che nella società odierna genera ogni miseria e tutte le crisi commerciali, sarà proprio quello che in un'altra organizzazione della società distruggerà quella miseria e quelle oscillazioni apportatrici di sciagura. Di modo che è dimostrato con la maggior evidenza possibile:

1) che d'ora in poi tutti questi mali sono da ascriversi soltanto all'ordinamento della società, che non è più adatto alla situazione;

2) che ci sono i mezzi per eliminare questi mali completamente mediante un nuovo ordinamento della società.

(da Friedrich Engels, I Principi del Comunismo, 1847)

International Press

 

                   

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