Parole semplici e chiare

Che cosa consegue da queste crisi commerciali che si ripetono regolarmente?

In primo luogo, la grande industria, benché sia stata proprio essa a generare, durante il suo primo periodo di sviluppo, la libera concorrenza, tuttavia ora si è troppo sviluppata per trovarsi ancora bene con la libera concorrenza; per la grande industria, la concorrenza e in genere l'esercizio della produzione industriale da parte di singoli individui sono diventati per essa un vincolo che deve spezzare e spezzerà; la grande industria, finché sarà gestita sulla base attuale, può reggersi solo tornando a ricadere di sette in sette anni in una confusione generale periodica, che ogni volta mette in pericolo la civiltà intera e non solo precipita nella miseria i proletari, ma manda anche in rovina un gran numero di borghesi; dunque, o bisogna rinunciare del tutto alla grande industria, il che è assolutamente impossibile, o la grande industria rende assolutamente necessaria una organizzazione del tutto nuova della società, nella quale la produzione industriale sia guidata non più da singoli fabbricanti in reciproca concorrenza, ma da tutta la società secondo un piano determinato e secondo il fabbisogno di tutti.

In secondo luogo, la grande industria e l'estensione della produzione all'infinito che essa permette, rendono possibile uno stato della società nel quale di ogni fabbisogno per la esistenza venga prodotto quel tanto che ogni membro della società ne sia posto in grado di sviluppare e di mettere in azione tutte le sue forze e i suoi talenti in perfetta libertà. Cosicché insomma proprio quel carattere della grande industria che nella società odierna genera ogni miseria e tutte le crisi commerciali, sarà proprio quello che in un'altra organizzazione della società distruggerà quella miseria e quelle oscillazioni apportatrici di sciagura. Di modo che è dimostrato con la maggior evidenza possibile:

1) che d'ora in poi tutti questi mali sono da ascriversi soltanto all'ordinamento della società, che non è più adatto alla situazione;

2) che ci sono i mezzi per eliminare questi mali completamente mediante un nuovo ordinamento della società.

(da Friedrich Engels, I Principi del Comunismo, 1847)

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