Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 18,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 12 settembre 2020, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

Per la corrispondenza scrivere a:
Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
Per brevi comunicazioni o per inviarci i vostri ordini (testi, giornali, articoli etc.) potete anche utilizzare il seguente indirizzo di posta elettronica
info@internationalcommunistparty.org
Contatti
Venerdì, 30 Ottobre 2020

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 

Corrispondenza dal Belgio

  • Categoria: n. 04, luglio-settembre 2020
  • Pubblicato: Domenica, 13 Settembre 2020 11:15

Oggi come oggi, è complicato passare dalla teoria alla pratica, soprattutto quando istinto classista e consapevolezza di avere interessi comuni non sono molto presenti nella classe operaia in generale, e all'interno della fabbrica in particolare! Bisogna che i lavoratori ritrovino la strada della lotta collettiva: è una necessità vitale!

La situazione all’interno della fabbrica belga della Avery Dennison è emblematica: nel giugno 2020, militanti sindacali e lavoratori hanno incrociato le braccia per tre giorni, con affollate assemblee sindacali. Sono in gioco tra 200 e 300 posti di lavoro...

 

Ma prima facciamo un po’ di storia.

  • La fabbrica del gruppo europeo Mactac/Bemis è stata fondata a Soignies (Belgio) nel 1967. Per diversi decenni, il personale oscilla tra le 300 e le 700 persone. Durante gli anni 1990-2000, ci sono alcune decine di licenziamenti. Tuttavia, i lavoratori e gli attivisti sindacali si impegnano in alcune battaglie per ottenere nuovi diritti e alcuni aumenti salariali.
  • 2014, Bemis vende lo stabilimento Sonégien Mactac a Platinum Equity, un fondo di investimento privato con sede in California. L'importo è di $ 170 milioni di dollari.
  • Aprile 2015, Platinium Equity annuncia un piano di licenziamenti. 175 posti di lavoro vanno in fumeo. Chiusura completa della filiale Genk.
  • 2016, Avery Dennison (30.000 dipendenti in oltre 50 paesi) annuncia un accordo definitivo per acquisire le attività europee di Mactac da Platinum Equity per un prezzo di acquisto di 200 milioni di euro, tra cui debiti operativi e sociali.
  • 2018, grande pubblicità sulla stampa. Si parla persino di rinascita, di miracolo! Il sito di Soignies diventa in termini di posti di lavoro la più grande unità europea del gruppo americano Avery Dennison, con la "creazione" di circa 250 posti di lavoro. Un esercito di "contratti precari" fa il suo ingresso: la pressione, lo stress, il ricatto sul posto di lavoro sono la loro realtà quotidiana e aumentano gli infortuni...  Allo stesso tempo, si assume a Soignies e… ci si trasferisce in Germania! In realtà, è un trasferimento di produzione: Avery Dennison chiuderà il suo stabilimento situato a Schwelmer in cui lavorano 400 persone (1).
  • 2019, Rodange in Lussemburgo, il 2 ottobre. Avery Dennison inaugura l'estensione del suo sito produttivo, chiudendo così un progetto da 65 milioni di dollari volto a rafforzare la sua presenza industriale in Europa. Questo investimento è una delle iniziative operative più significative di Avery Dennison negli ultimi anni (2).
  • Giugno 2020, il management annuncia una "riduzione della capacità" presso Soignies. Annuncia licenziamenti collettivi. Quasi 250 lavoratori si troveranno senza lavoro!

Tuttavia, le cifre presentate nelle comunicazioni della multinazionale (3) sono enormi:

- risultato del primo trimestre 2020: vendite nette pari a $ 1,72 miliardi;

- fatturato per l’anno 2019: 7,1 miliardi di dollari;

- la società è quotata nella classifica Forbes delle 500 società più ricche.

A marzo, nelle fabbriche, nei supermercati o negli ospedali, noi lavoratori eravamo eroine ed eroi, perché stavamo lavorando durante la crisi di Covid19 e con coraggio mandavamo avanti la produzione o ci prendevamo cura degli altri. A giugno, siamo solo lavoratori usa e getta, insignificanti danni collaterali della gestione liberale, della delocalizzazione e della guerra tra monopoli capitalisti.
Questi consorzi e cartelli sono accordi o raggruppamenti di capitalisti che si costituiscono a partire da un alto livello di concentrazione della produzione e del capitale.

L'attività dei monopoli e delle multinazionali porta all'aggravarsi di tutte le contraddizioni del capitalismo, in particolare tra il carattere sociale della produzione e la forma capitalista privata dell'appropriazione della ricchezza e dei risultati del lavoro. Qui si apre la contraddizione fra gli interessi della borghesia nazionale dello Stato nel quale opera la multinazionale e quelli della stessa borghesia dove ha formalmente sede la multinazionale. Il tutto si traduce in un maggiore sfruttamento dei lavoratori.


NOTE

1) https://www.wr.de/archiv-daten/avery-dennison-schliesst-werk-in-schwelm-id213157751.html
2) https://lequotidien.lu/economie/avery-dennison-investit-gros-a-rodange/
3) https://www.averydennison.com/en/home/about-us.html

 

13/09/2020

Avvertenze e punti di contatto:

  • Milano - La sede di Milano (via dei Cinquecento n. 25 ) cambia l’orario di apertura, lunedi ore 18 e non più alle ore 21
  • Bologna - Al momento è sospesa l’apertura al pubblico
  • Torino - Nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 21 novembre 2020, dalle 15)

 

Il Programma Comunista

Kommunistisches Programm

The internationalist

Informativa 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.  Per saperne di piu'