DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco.

Da Parigi: La galera e la gioia (Viva la lotta dei proletari senza tetto)

Sono scappati. Non tanto, come i loro precursori europei negli anni ’20 e ’30 del Novecento dagli Stati fascisti,  bensì da quegli Stati modellati da quelle democrazie che come la douce France, avevano colonizzato i loro immensi e ricchi territori: Senegal, Guinea, Costa D'Avorio... Hanno percorso migliaia di chilometri, mari, oceani, deserti, tante volte oppressi, derubati, sempre rovinati da passatori legali ed illegali...  Arrivati qui, nella Ville Lumière come rifugiati, senza lavoro, senza tetto, senza famiglia, sono stati costretti a trovare un rifugio precario prima nei parchi (Belleville), poi nell’ospitale, ma scomodo, teatro parigino della Gaîté Lyrique , che hanno occupato. Qui hanno incontrato l’aiuto di “solidali” che portano da mangiare e danno lezioni di francese (indispensabili per chi vuole rimanere in Francia, data l’attuale legislazione che impone agli immigrati di avere una perfetta conoscenza della lingua del Paese “ospite”). Anche così, sono ancora minacciati, non solo dalla esclusione distruttiva dal “diritto alla salute” (Sécurité Sociale), ma dalla “duplice pena” della prigionia nei terribili CRA (Centres de rétention administrative, i centri di detenzione amministrativa) riservati agli stranieri, poi dell’ OQTF ( Obligation de quitter le territoire français, la deportazione forzata sotto forma di obbligo di lasciare il territorio francese). Ultimamente, per di più, benché siano persone per la maggior parte totalmente pacifiche, si parla di chiedere alle questure di sottometterli ad altre tribolazioni legali... Naturalmente la democrazia francese non si dimentica di fare appello a gruppi fascisti, per terrorizzarli e costringerli anche così alla partenza: il teatro della Gaîté Lyrique, un magnifico esempio di lotta e solidarietà per tutti i proletari, è stato attaccato, alla vigilia della Assemblea Generale  "Marche des Solidarités” di fine gennaio, da un manipolo di pezzi di merda fascisti schiacciati e respinti con le legnate che son dovute loro!
Naturalmente noi comunisti non solo partecipiamo a queste lotte con solidarietà materiale e militante (le lezioni di francese, per esempio, più che sui soliti libri scolastici le realizziamo su e con testi radicali preparati insieme sulla base delle loro stesse esperienze...), ma proponiamo  metodi classisti di lotta e di organizzazione: scioperi, assemblee, manifestazioni di piazza, come quelli che si sono organizzati in diversi centri della periferia parigina e in numerosi altre città. Promuoviamo incontri con altri lavoratori per conoscere e praticare altre esperienze di lotta come le occupazioni degli alloggi (i “foyers" di lavoratori immigrati, nell'ambito dei progetti governativi come Adoma) e soprattutto per estendere la solidarietà tra i nostri fratelli di classe più oppressi (i senza documenti, i senza tetto, i nuovi arrivati...) e quelli con qualche privilegio in più. Promuoviamo una lotta radicale contro tutte le tentazioni e illusioni nazionaliste, democratiche e interclassiste che purtroppo circolano tra i proletari coinvolti in queste lotte, pericolose illusioni promosse e propagandate  dal riformismo sindacale e dall'opportunismo di ogni colore e sfumatura. Il nostro lavoro non solo aiuta a perseguire i sacrosanti risultati immediati, ma con il suo carattere “antiriformista” tende a sviluppare una preparazione rivoluzionaria, nella convinzione che, come insegna la nostra dichiarazione di guerra al modo di produzione capitalistico, il Manifesto del Partito Comunista 1848, “il risultato più importante delle loro lotte è l’unione crescente dei lavoratori”. 
Chi, con indifferente spocchia operaista e dottrinaria, non partecipa alla vita e alla lotta di questi lavoratori davvero “senza riserve”, sottomessi all’oppressione più tragica, e per questo capaci di tentativi di lotta e di organizzazione più coraggiosi ed entusiasmanti, non solo non sa cosa sia la lotta di classe e disprezza “la dura opera del restauro della dottrina e dell'organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia”, ma non sa cosa sia la vera vita... e la vera gioia...

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NOSTRI TESTI SULLA "QUESTIONE ISRAELE-PALESTINA"
  • Israele: In Palestina, il conflitto arabo-ebreo ( Prometeo, n°96,1933)
  • Israele: Note internazionali: Uno sciopero in Palestina, il problema "nazionale" ebreo ( Prometeo, n°105, 1934)
  • I conflitti in Palestina ( Prometeo, n°131,1935)
  • Gli avvenimenti in Palestina (Prometeo, n°132,1935)
  • Israele: Fraternità pelosa ( Il programma comunista, n°21, 1960)
  • Israele: Il conflitto nel Medioriente alla riunione emiliano-romagnola (Il programma comunista, n°17, 1967)
  • Israele: Nel baraccone nazional-comunista: vie nazionali, blocco con la borghesia ( Il programma comunista, n°20, 1967)
  • Israele: Detto in poche righe ( Il programma comunista, n°18, 1968)
  • Israele: Spigolature ( Il programma comunista, n°20, 1968)
  • Israele: Un grosso affare ( Il programma comunista, n°18, 1969)
  • Incrinature nel blocco delle classi in Israele(Il Programma comunista, n°17, 1971)
  • Curdi palestinesi(Il Programma comunista, n°7, 1975 )
  • Dove va la resistenza palestinese? (I)(Il Programma comunista, n°17, 1977)
  • Dove va la resistenza palestinese? (II)(Il Programma comunista, n°18, 1977)
  • Dove va la resistenza palestinese? (III)(Il Programma comunista, n°19, 1977)
  • Il lungo calvario della trasformazione dei contadini palestinesi in proletari(Il Programma comunista, n°20-21-22, 1979).
  • In rivolta le indomabili masse sfruttate palestinesi ( E' nuovamente l'ora di Gaza e della Cisgiordania)(Il Programma comunista, n°8, 1982)
  • Cannibalismo dello Stato colonialmercenario di Israele(Il Programma comunista, n°12, 1982)
  • Le masse oppresse palestinesi e libanesi sole di fronte ai cannibali dell'ordine borghese internazionale(Il Programma comunista, n°12, 1982)
  • La lotta delle masse oppresse palestinesi e libanesi è anche la nostra lotta- volantino(Il Programma comunista, n°13, 1982)
  • Per lo sbocco proletario e classista della lotta delle masse oppresse palestinesi e di tutto il Medioriente(Il Programma comunista, n°14, 1982)
  • La lotta nazionale dei proletari palestinesi(Il Programma comunista, n°12, 1982)
  • Sull'oppressione e la discriminazione dei proletari palestinesi(Il Programma comunista, n°19, 1982)
  • La lotta nazionale delle masse palerstinesi nel quadro del movimento sociale in Medioriente(Il Programma comunista, n°20, 1982)
  • Il ginepraio del Libano e la sorte delle masse palestinesi ( Il programma comunista, n°2, 1984)
  • La questione palestinese al bivio ( Il programma comunista, n°1, 1988)
  • Il nostro messaggio ai proletari palestinesi ( Il programma comunista, n°2, 1989)
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  • Gaza: nessuna illusione ( Il programma comunista, n°1, 2025)
  •   Opuscolo: “Medio Oriente: cronaca di una tragedia proletaria”