DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco.

Dalla Francia: Contro l’offensiva capitalistica, che fare? (dopo le mobilitazioni del 10 e 18 settembre)

Approfittando del fatto che la controrivoluzione (lunga ormai un secolo e in tutte le salse: stalinista, fascista, democratica...) pesa ancora come un macigno sulle spalle del proletariato internazionale, diviso, disorientato e demoralizzato, combinando sempre la violenza poliziesca e la menzogna ideologica (la partecipazione a due carneficine mondiali con il pretesto di “difendere la democrazia e la civiltà”!), l’imperialismo prosegue dappertutto la propria offensiva. E, per rispondere all'ennesima crisi economica (sovrapproduzione di merci, capitali ed esseri umani), non può fare altro che preparare una terza carneficina mondiale: una preparazione che è già cominciata, e non solo in Ucraina e nel Medio Oriente.

I pezzi grossi del cosiddetto “campo occidentale” si sono riuniti per esaminare insieme come “difendere la pace”: il che vuol dire naturalmente... armarsi sempre di più. E difatti a che cosa potrebbero servire tutti questi armamenti, comprati e venduti a suon di petrodollari e di altri spiccioli, se non a intervenire in una nuova carneficina: dopo i 20 milioni di morti nella Prima guerra mondiale e i 50 nella seconda, quanti sarebbero in una terza? Così, i proletari verranno chiamati un’altra volta a scannarsi reciprocamente: felice soluzione alla disoccupazione! In Francia, a quanto pare, gli ospedali cominciano sin da oggi a prepararsi ad accogliere i futuri feriti (non devono mancare né i letti né il sangue...). E poi, ovviamente, ecco la migliore preparazione alla guerra: la propaganda nazionalista, classica nella Francia ex-colonizzatrice e sempre patria dello sciovinismo!

Che fare, allora, in una situazione così difficile? Il 10 e il 18 settembre scorsi, ci sono state in tutta la Francia, a Parigi come in provincia, ampie mobilitazioni contro il “piano Bayrou”, che prevede di farci ulteriormente tirare la cinghia (eliminazione di due giorni di “congedi pagati”, offensiva contro la “Sécurité Sociale”). CFDT e FO, rispettivamente seconda e terza forza sindacale dopo la CGT, hanno rifiutato di partecipare il 10: per non mischiarsi? Invece, gli “estremisti di sinistra” insieme agli “inorganizzati” hanno lanciato la parola d’ordine “bloccare tutto” (si vede che la parola “sciopero” dispiace!). Ma “bloccare” con quale obiettivo? Nessuno di costoro propone un programma, un progetto, un percorso di organizzazione stabile: a meno che non sia, ancora una volta, quello d’installare, mediante le elezioni (nelle quali trotteranno come sempre in coda ai partiti sedicenti “operai” o “di sinistra”), un governo “migliore”: borghese, sì, ma auspicabilmente un tantino più… confortevole!  Eppure il governo attuale, democraticamente eletto per “sbarrare la via all’estrema destra”, non ha forse smentito proprio ora, clamorosamente, la pretesa opposizione e superiorità della democrazia rispetto al fascismo? Non è forse padre e maestro della “democrazia blindata”? Altrimenti, perché mai l’Esecutivo avrebbe dato ordine ai prefetti di proibire la presenza, nei cortei di settembre, di giornali e giornalisti?! Lasciateci ridere...

Certo noi comunisti non rifiutiamo di partecipare alle reazioni attuali, anche se parziali e minoritarie, del proletariato. Fin dal 1848 e dal Manifesto, sappiamo che “il risultato principale” delle lotte “immediate” è “l’unione crescente dei lavoratori”. Lavoratori, però: non “popolo” né “gente”, concetti squisitamente interclassisti, e non l’unione mortifera con e dietro il riformismo, sia pure vestito di panni “operai”! Al contrario, per noi è l’unione proletaria che miri a mettere in campo, prima di tutto, la forza necessaria per difendersi il più efficacemente possibile contro l'attacco incessante della classe dominante e del suo Stato, e preparare così il momento (non importa se ancora lontano) per finirla una buona volta, grazie alla rivoluzione, alla presa del potere e alla dittatura di classe, con la causa dello sfruttamento e dell’oppressione: il Capitalismo.

CONTRO L'ENNESIMO GIRO DI VITE DELLA BORGHESIA, TORNIAMO ALLE VERE ARMI DI LOTTA DEL PROLETARIATO: PRIMA FRA TUTTE, LO SCIOPERO PIÙ RADICALE ED ESTESO POSSIBILE, PER COLPIRE IL CAPITALE DOVE PIÙ GLI FA MALE: IL PROFITTO!

RAFFORZIAMO E RADICHIAMO IL VERO PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE E INTERNAZIONALISTA!

COMBATTIAMO CONTRO LA PREPARAZIONE IDEOLOGICA E PRATICA DI UNA TERZA GUERRA MONDIALE!

I PROLETARI NON HANNO PATRIA! PROLETARI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI ! 

INTERNATIONAL COMMUNIST PARTY PRESS
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