Domenica, 13 Giugno 2021

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Saturno divora i suoi figli ( Prometeo,n° 1, II serie, 1950)

 

 

 

Il Governo italiano è stato col­pito da sgomento per l'esplicita accusa rivoltagli da Dayton, capo dell'ECA per l'Italia, il quale, riprendendo un vecchio motivo caro agli americani, ha in­colpato i nostri bravi democratici di trascurare le possibilità di ripresa della produzione industriale nazionale, di non svolgere un'attiva politica degli inve­stimenti e di pregiudicare così uno sforzo conseguente di riarmo.

Di fronte a un rimprovero tanto reciso non si è mancato di parlare di di­missioni del ministro responsabile, di revisione della politica degli investi­menti, o, per converso, di gesti e manifestazioni di indipendenza del « libero » governo italiano. La crisi non è stata approfondita, per reciproca intesa, ma è rimasto il peso di una divergenza che ai nostri borghesi scotta.

Fatto è che i veri dispiaceri nascono sempre in famiglia, e le pretese e l'arroganza del tutelatore e paterno imperialismo americano incidono sugli in­teressi della nostra borghesia ben più crudelmente della brutalità, per ora solo potenziale, del nemico russo. Gli americani intendono rimettere in piedi l'Europa a loro vantaggio, vo­gliono avere un'organizzazione capitalistica europea elastica ed efficiente, ca­pace di rappresentare un peso effettivo nel complesso dello schieramento in­ternazionale, e a questo fine son disposti a sacrificare tutte le montature po­sticce, i falsi schemi, le costruzioni di cartapesta.

Ora per la società capitalistica italiana, parlare di concorrenza, di calcolo, di costi, di ripresa dinamica della produzione e del consumo, è come venire a mettere il toro nel negozio di chincaglieria. Se c'è appena un soffio di vento, la nostra borghesia crolla, e questo non vogliono capire gli americani, che par­lano di espansione della produzione (e il mercato dove lo si trova?) e di uti­lizzo dei crediti congelati. I nostri bravi borghesi non riescono a capacitarsi come mai gli americani non condividano le loro perplessità, e per parte loro piatiscono venia, promettono di far meglio, e tergiversano.

Evidentemente, prima o poi si arriverà al redde rationem, e non è del tutto da escludere che il capitalismo americano metta all'incanto quello italico.

Punti di contatto:

Milano, via dei Cinquecento n. 25 (citofono Istituto Programma), (lunedì dalle 18) (zona Piazzale Corvetto: Metro 3, Bus 77 e 95)
Messina, Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
Roma, via dei Campani, 73 - c/o “Anomalia” (primo martedì del mese, dalle 17,30)
Benevento, c/o Centro sociale LapAsilo 31, via Firenze 1 (primo venerdì del mese, dalle ore 19)
Berlino, ogni ultimo giovedì del mese dalle ore 19, presso il Cafè Comunista, RAUM, Rungestrasse 20, 10179 Berlino.
Bologna, al momento è sospesa l’apertura al pubblico
Torino, nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 24 aprile 2021, dalle 15)

Informativa 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.  Per saperne di piu'