Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

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MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

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Venerdì, 22 Novembre 2019

L'assalto del dubbio revisionista ai fondamenti della teoria rivoluzionaria marxista (Prometeo, Serie I, n.5, 1947)

La portata dei più recenti eventi è talmente formidabile, che sembra giustificare un riesame di tutte le posizioni critiche circa i caratteri dello svolgimento del mondo moderno, anche da parte del movimento di avanguardia delle classi lavoratrici. Su queste esigenze e sul caos determinato dalle ripercussioni della guerra speculano gli esponenti delle tendenze opportunistiche, espressione dell'influenzamento borghese sulla ideologia del proletariato, per spezzare nelle mani di questo, prima delle armi materiali, quelle della sua critica rivoluzionaria.

E sempre valida la impostazione critica formulata dal marxismo, secondo la quale il moderno sistema economico e di governo della borghesia capitalistica, descrivendo nella storia una immensa parabola, sorge dal rovesciamento rivoluzionario dei regimi feudali, attua la liberazione di imponenti forze produttive sorte dalle nuove risorse tecniche a disposizione del lavoro umano, consente ad esse, dapprima, un ritmo sempre più vasto, un'espansione irresistibile in tutto il mondo conosciuto, ma, ad un certo stadio dello sviluppo, non può più contenere nei suoi schemi di organizzazione sociale, statale e giuridica queste enormi forze, e cade in una crisi finale per il rivoluzionario prorompere della principale forza di produzione, la classe dei lavoratori, che attuerà un nuovo ordine sociale?

La via attraverso la quale questa classe raggiunge il suo posto di nuova protagonista della storia è quella della organizzazione di essa in un partito politico, depositario della teoria critica rivoluzionaria, che inquadra le forze avverse alla classe dominante, e le conduce nella lotta contro di questa fino alla guerra civile, alla istituzione della dittatura del proletariato, che realizzerà la trasformazione del vecchio meccanismo economico?

Ovvero, come in tutte le grandi svolte della storia contemporanea si è sostenuto da tante parti, e come più che mai oggi si sostiene, gli eventi costringono a valutare diversamente queste aperte antitesi tra forze sociali ed epoche storiche opposte, ed indica al proletariato, soprattutto nel quadro dei tremendi schieramenti di forze materiali offerti dalle guerre, altre prospettive ed altre esigenze più urgenti di quelle del superamento definitivo del sistema borghese, prospettive ed esigenze che lo inducono ad associazioni di forze con gruppi politici e nazionali della classe dominante?

L'interrogativo, negli stadi storici che precedettero i colossali scontri militari, veniva posto in termini ben diversi, ma conduceva sempre a scuotere l'orientamento classista degli strati più risoluti della classe lavoratrice.

La società borghese appariva svolgersi, con l'aumento della sua ricchezza ed il diffondersi di nuovi bisogni e nuovi mezzi per soddisfarli, verso forme più alte della cosiddetta vita civile; ed allora, sempre al fine di una revisione della diagnosi rivoluzionaria marxista, si chiedeva suggestivamente se non era possibile, evitando il sanguinoso epilogo della guerra di classe, inserire in un placido graduale tramonto della società borghese il generarsi delle nuove forze della società del lavoro.

Dinanzi a questi recenti e vecchi dubbi critici, va riproposta nei suoi termini essenziali la posizione critica propria del partito di classe del proletariato al confronto dei dati dei nuovi tempi.

 

Incontri pubblici in evidenza

  • Milano 16/11/2019, ore 16,00 " Presentazione del quaderno n. 10: Perché la Russia non era socialista " presso Libreria Calusca, Via Conchetta 18
  • Torino,  Prossimo incontro a Torino 07-12-2019, dalle 15,00, c/o Bar "Pietro" Via San Domenico 34

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