Martedì, 16 Agosto 2022

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Costituzione e compiti dei Comitati e Gruppi sindacali comunisti (Il Sindacato Rosso, 23 settembre 1922)

La vita e la prosperità di un partito rivoluzionario dipende dalla chiarezza programmatica su cui si afferma, dalla tattica ed abilità politica che sa usare nell’esplicazione della propaganda, e dalla disciplina e forza organizzativa che esso è capace di creare nella sua sfera d’azione. Le sue idee ed il suo programma inoltre non hanno nessun valore se non vengono comprese, valorizzate e fatte sue dalla classe lavoratrice.

Il Partito Comunista è pienamente consapevole di ciò e intensifica appunto la sua sana propaganda per la divulgazione delle idee comuniste, per la creazione di un nuovo congegno, una concatenazione di forze proletarie convergenti ai fini della lotta contro il regime borghese e per l’instaurazione del regime comunista.

Perché il lavoro che si accinge a compiere il Partito Comunista sia svolto dai suoi militi in modo uniforme e concorde, occorre praticare un’assidua vigilanza, uno stretto controllo su tutte le attività comuniste. Controllo che deve essere non solo esercitato dalla Centrale del Partito, dei Comitati Esecutivi, dalle Sezioni, ma reciprocamente da tutti gli iscritti al partito. La formazione dei gruppi comunisti e dei Comitati sindacali comunisti corrisponde precisamente a quest’imperiosa necessità, e costituisce la salda rete organizzativa che il Partito Comunista si propone di creare parallelamente allo sviluppo delle sue forze.

Che cosa sono i gruppi comunisti

I Gruppi comunisti sono l’agglomeramento di un determinato numero di operai che appartengono al Partito Comunista, o ne sono dei forti simpatizzanti, che si forma per l’impellente necessità di stringere in fascio, disciplinare le volontà, le iniziative, le forze vive del proletariato esistenti nei sindacati, nelle officine, nei cantieri ed in ogni luogo di lavoro, che si trovano sul medesimo piano di vedute e di volontà d’azione collettiva, dalla cui fusione emerge tutta la forza che è indispensabile ai gruppi per compiere con efficacia il prezioso lavoro per cui sono stati creati.

I gruppi debbono essere formati in un primo luogo dagli iscritti al Partito Comunista, ai Circoli e alla Federazione Giovanile Comunista.

Al gruppo potranno far parte i simpatizzanti che condividono interamente e coscienziosamente le idee comuniste e siano disposti a lottare accanto ed in armonia ad essi in tutti i campi della lotta proletaria, sottoponendosi a quel minimo di disciplina che si richiede ai membri di una organizzazione quale quella del gruppo comunista. Non potranno far parte al gruppo gli operai le cui direttive sindacali e politiche siano in contrasto con quelle del Partito Comunista e dell’Internazionale Sindacale Rossa, per mantenere un’unità di azione ed impedire l’insinuarsi in essi di elementi che per partito preso mirino a generare confusione di idee e d’azione, e scompaginare il gruppo al fine di spezzare le forze comuniste e di attirare nelle loro organizzazioni politiche e sindacali il maggior numero possibile di operai.

Attraverso questa nuova e più estesa forma organizzativa del partito, si compie su basi solide e concrete l’unità effettiva di tutte le forze veramente classiste e rivoluzionarie, in quanto che i comunisti e simpatizzanti che si trovano nelle organizzazioni aderenti alla Confederazione Generale del Lavoro, creano anche loro i rispettivi gruppi comunisti, i quali funzionano disciplinati nei quadri dell’organizzazione del Partito.

Il lavoro iniziale della formazione dei gruppi comunisti, per la sua specifica natura, deve essere intrapreso dai Comitati Esecutivi delle Sezioni del Partito perché sono i soli enti che siano in grado di conoscere i compagni che diano sicuro affidamento di saper creare i gruppi comunisti colla serietà che tale ufficio impone.

Doveri e compiti dei gruppi

Nel campo della propaganda i comunisti e simpatizzanti devono:

1 – Rendersi esattamente consapevoli delle direttive e dei metodi di lotta che il Partito intende adottare per la realizzazione del suo programma.

2. – Affermarsi nella divulgazione delle teorie comuniste sui principi fondamentali del comunismo, non lasciarsi trascinare in discussioni e polemiche banali, le quali, oltre che essere infruttuose, assorbono tempo ed energie preziose. Coordinare la lotta contro i socialdemocratici, gli opportunisti ed i controrivoluzionari, affinché essa sia più efficace e si svolga su una base solida di documentazioni inconfutabili.

3. – Prendere parte attiva in tutti i campi della lotta di classe; sviluppare la più vasta propaganda tra i lavoratori nelle riunioni, nelle assemblee, ed ovunque gli operai discutono dei loro interessi e del loro avvenire. Smascherare e. denunciare agli operai l’opera demagogica e controrivoluzionaria, che vanno svolgendo tra le masse gli opportunisti.

4. – Persuadere le masse che le migliorie di carattere economico e politico hanno un valore relativo ed effimero; in quanto la classe borghese fino a che è in possesso del potere politico, ha sempre la possibilità di frustrare le conquiste ottenute e peggiorare ancora le condizioni dei lavoratori.

Dimostrare soprattutto agli operai che spesse volte si dichiarano apolitici, come la politica non sia altro che il mezzo, l’arma che indispensabilmente i proletarie debbono impugnare per la realizzazione delle loro rivendicazioni, e persuaderli che la conquista del potere politico da parte della classe operaia è la condizione preliminare per gettare la base solida e sicura su cui dovrà sorgere la società dei produttori.

5. – Svolgere un’intensa opera ai fini dell’unità proletaria, del fronte unico, sostenere con tutte le forze l’Alleanza del Lavoro, perché essa diventi un organo veramente capace di affasciare tutte le forze proletarie e di porle su un piano di azione comune di lotta contro la classe capitalistica. In tutte le battaglie operaie, i comunisti e simpatizzanti devono porsi sempre in prima linea, spronare con la parola, con l’esempio gli apatici e i dubbiosi, far sì che ogni attività e forza venga usata ai fini che le organizzazioni sindacali e politiche si propongono di conseguire.

6. – Fare aderire le organizzazioni operaie moralmente alla Internazionale Sindacale Rossa, non attraverso vie oscure ma coscientemente, e svolgere una costante azione atta a farne aderire ufficialmente i massimi organismi proletari  alla Internazionale di Mosca. Condurre una incessante lotta contro l’Internazionale di Amsterdam. Propugnare la trasformazione delle organizzazioni sindacali di mestiere e di categoria, in sindacati per industria.

La reazione borghese contro i comunisti e simpatizzanti con l’acquiescenza dei socialdemocratici, non sempre permette di operare apertamente. In questo caso è necessario agire con cautela e circospezione per mantenere più che sia possibile intatte le forze comuniste nei luoghi della produzione; perché il licenziamento di un comunista o simpatizzante dall’azienda rafforza il potere capitalistico e priva il partito comunista di una forza per lottare contro i propugnatori delle teorie anticlassiste e antirivoluzionarie. I comunisti potranno e dovranno affrontare ogni conseguenza solo quando i loro atti si ritenessero effettivamente utili alla causa comune.

Il lavoro di propaganda che il gruppo deve svolgere fra gli operai per la divulgazione delle idee comuniste, per educare ed invogliare gli operai alla lotta, è cosa difficile, perché viene ostacolata dalla insana opera dei socialdemocratici, i quali sanno abilmente sfruttare la posizione di dirigenti dei massimi organismi sindacali che ancora detengono, e perché in questo momento la massa tradita, delusa, demoralizzata, non sa più orientarsi, ha perso ogni fiducia in se stessa e negli organismi proletari; ma tutte queste difficoltà saranno superate se i comunisti ed i simpatizzanti svolgeranno un’azione concorde ed agente nei quadri della organizzazione del Partito Comunista.

Per la conquista dei sindacati

Ai gruppi comunisti spetta inoltre la preparazione delle elezioni delle cariche direttive. Commissione Interna di fabbrica o di azienda, Consigli Direttivi od Esecutivi di Lega o di Sindacato. Comporre la lista dei candidati, compilare e provvedere alla distribuzione di manifestini e schede, se si vota per referendum, oppure designare i compagni che dovranno presentare la lista e sostenerla, nelle assemblee, nei convegni, ecc. I gruppi debbono sempre proporre alla dirigenza degli organismi proletari dei comunisti ed in caso di necessità possono anche essere inclusi dei simpatizzanti.

La nomina delle cariche direttive dei Sindacati richiede ponderazione e delicatezza; occorre che i candidati siano elementi provati, fermi nelle loro direttive, dotati di capacità tecniche e sindacali.

In riferimento alla nomina delle minoranze i comunisti devono sottostare agli statuti delle singole organizzazioni che sanciscono il diritto delle minoranze, e dove questo diritto non è sancito potranno accettare cariche negli organismi surriferiti solo quando l’azione della minoranza comunista possa poggiare sull’apparato che il partito va creando e dovrà sviluppare per il controllo e per la direzione dell’azione dei comunisti nel movimento sindacale, presentando sempre però, una propria lista di opposizione. Si deve evitare assolutamente che la minoranza sia inclusa in una eventuale lista di blocco.

Comitati e sottocomitati sindacali comunisti

Le Federazioni del Partito devono provvedere a costituire i Comitati Sindacali Comunisti che estenderanno la loro attività all’intera giurisdizione delle Federazioni stesse (province o regioni). Sarà cura dei Comitati Sindacali Comunisti di creare dei Sottocomitati Sindacali per ciascuna delle Camere del Lavoro o delle succursali C.d.L. esistenti nella propria giurisdizione. I Sottocomitati limiteranno loro attività entro la sfera d’influenza delle rispettive Camere del Lavoro o succursali di Camere del Lavoro. Anche i membri dei Sottocomitati dovranno essere scelti fra i migliori compagni iscritti al Partito. Appena si renda possibile saranno convocati convegni di segretari o fiduciari dei gruppi comunisti di azienda o di sindacato, già costituiti, compresi nelle zone dei vari Sottocomitati. A questi convegni dovranno seguire i Congressi dei Comitati Sindacali Provinciali, Interprovinciali o Regionali a seconda della giurisdizione delle Federazioni del Partito. In questi Congressi che verranno periodicamente convocati, dovranno essere trattati argomenti inerenti allo sviluppo della organizzazione e della propaganda sindacale comunista ed in essi si procederà anche alla nomina del Comitato Sindacale Provinciale, Interprovinciale o Regionale e dei Sottocomitati delle zone corrispondenti alle varie Camere del Lavoro come si è detto più sopra. Nel Comitato dovrà far parte un membro dell’Esecutivo della corrispondente Federazione del Partito la quale è responsabile del funzionamento e della disciplina dei Comitati Sindacali.

Questi ultimi debbono mantenersi in corrispondenza con il Comitato Centrale Sindacale del Partito Comunista dal quale direttamente dipendono. La segreteria del Comitato Sindacale dovrà essere retta dal membro dell’Esecutivo della Federazione del Partito.

Compiti dei comitati provinciali dei sottocomitati sindacali comunisti

Compito principale dei Comitati Sindacali Provinciali è il disciplinamento e lo sviluppo dell’attività comunista nei Sindacati.

I Comitati Sindacali Provinciali ed i Sottocomitati di zona provvederanno a costituire i gruppi comunisti nelle aziende industriali ed agricole e nei Sindacati curandone il funzionamento regolare.

Specificamente i Comitati Sindacali Provinciali coadiuvati dai Sottocomitati di zona devono curare la conquista delle Camere del Lavoro e delle succursali dirette da avversari politici. A questo scopo si dovrà provvedere per la compilazione delle liste per le cariche direttive (Commissioni Esecutive, ecc.), per la propaganda fra gli organizzati chiamati alla votazione, ecc. I gruppi comunisti tanto di azienda quanto di sindacato dovranno affiancare l’opera dei Comitati Sindacati Provinciali e dei Sottocomitati di zona nella esplicazione di questo loro compito.

Questi ultimi – qualora le organizzazioni delle loro zone siano dirette da comunisti, hanno il dovere di coadiuvare l’opera dei dirigenti per il rafforzamento dell’organizzazione e perché la stessa continui ad essere diretta con metodi e da elementi comunisti. Ai Comitati Sindacali Provinciali compete anche il dovere di controllare l’attività dei compagni dirigenti di organizzazioni spronandoli al compimento del loro dovere e denunciandoli ai superiori organi competenti qualora non adempiano scrupolosamente ai loro doveri verso l’organizzazione di cui sono a capo e verso il Partito che ha loro affidato alla dirigenza.

Comitati nazionali professionali

Oltre agli organi periferici di propaganda e di azione sindacale ai quali abbiamo accennato, si provvede anche a cura del Comitato Centrale Sindacale del Partito Comunista d’Italia a raggruppare nazionalmente l’attività dei comunisti e dei simpatizzanti agenti nella stessa organizzazione sindacale nazionale. Vengono così costituiti i Comitati Nazionali Comunisti nelle varie Federazioni di mestiere. Questi avranno possibilmente la loro sede nella stessa città ove risiede l’organo centrale della Federazione di mestiere e nella quale deve agire il Comitato Nazionale Comunista.

Compito di questo è il coordinamento dell’attività dei militanti e simpatizzanti comunisti in seno alla Federazione. In ogni occasione (convegni, congressi, riunioni sindacali, ecc.) ed in ogni circostanza (agitazione per rinnovazione di contratti di lavoro, scioperi, reazione, ecc.) il Comitato Nazionale Comunista diramerà le istruzioni necessarie perché tutti i comunisti abbiano ad agire in completo e perfetto accordo.

I Comitati Nazionali Comunisti si terranno in continua relazione con i gruppi comunisti nelle aziende e nei sindacati della categoria già costituiti nelle diverse località. Essi cureranno inoltre la costituzione dei gruppi in quelle località ove ciò non sia ancora stato fatto richiedendo all’uopo l’ausilio dei Comitati Sindacali Provinciali con i quali pure si manterranno in continui rapporti. Anche per questi organi di azione sindacale vige la norma che i membri dei Comitati debbano essere dei militanti comunisti.

Punti di contatto:

Milano, via dei Cinquecento n. 25 (citofono Istituto Programma), (lunedì dalle 18) (zona Piazzale Corvetto: Metro 3, Bus 77 e 95)
Messina, Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
Roma, via dei Campani, 73 - c/o “Anomalia” (primo martedì del mese, dalle 17,30)
Benevento, c/o Centro sociale LapAsilo 31, via Firenze 1 (primo venerdì del mese, dalle ore 19)
Berlino, ogni ultimo giovedì del mese dalle ore 19, presso il Cafè Comunista, RAUM, Rungestrasse 20, 10179 Berlino.
Bolognac/o Circolo ARCI Guernelli - via Gandusio 6 - 40128 Bologna (Prossime date e orari: 9/10, 27/11, 11/12, 29/1, 26/2, 26/3; dalle 15,30 alle 17,30)
Torino, nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 09 luglio 2022, dalle 15.30)
Cagliari, c/o Baracca Rossa, via Principe Amedeo, 33 - 09121 Cagliari (ultimo giovedi del mese, dalle 20)

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