Martedì, 16 Agosto 2022

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Per l’unità e la salvezza del proletariato italiano (Il Sindacato Rosso, 25 novembre 1922)

LAVORATORI!

L’intesa fra le Sinistre Sindacali, felicemente raggiunta l’otto ottobre scorso, per una azione comune a tutti i lavoratori rivoluzionari in difesa del carattere classista dei sindacati, è stata accolta dal più vivo consenso del Proletariato italiano. La prima tappa verso il fronte unico può dirsi quindi superata con l’accordo intorno al noto ordine del giorno di quel primo convegno che fissava i capisaldi per l’immediata agitazione. Infatti da allora a tutt’oggi il più vivo fervore di discussioni ha animato l’attività politica dei sindacati e, come binari obbligati, le linee del nostro programma hanno costituito sempre la base degli appassionati dibattiti.

I funzionari della Confederazione hanno tentato per contro la costituzione di un sedicente Comitato per... l’unità proletaria, il quale a null’altro tende se non alla estrema difesa dei posti di dirigenza della massima organizzazione proletaria i cui aderenti, nella loro grande maggioranza, ne disapprovano le direttive corporativiste e collaborazioniste. Così dalle leghe, dalle Camere del Lavoro, dalle Federazioni, si sono levate le voci di dissenso e di biasimo all’indirizzo dei capi confederali ed i richiami per la ricostituzione dell’Alleanza del Lavoro e per l’immediata convocazione del Congresso. Ma la Confederazione del Lavoro – contro la volontà degli organizzati, contro ogni norma statutaria, contro ogni principio classista – intende decisamente accelerare il passo sulla via che dovrebbe condurre il proletariato italiano ai piedi della borghesia.

OPERAI E CONTADINI!

Noi richiamiamo la vostra attenzione e il vostro giudizio sui seguenti fatti che mostrano all’evidenza come il pericolo che sovrasta le vostre organizzazioni non sia soltanto quello della imperversante reazione statale-fascista, ma un altro ancora, insidioso e sottile, tendente a snaturare il carattere classista dei sindacati, a svuotarli di ogni spirito rivoluzionario e di ogni efficienza combattiva, a subordinare le aspirazioni e gli interessi proletari al “fatto nazionale” e alla soluzione della crisi agonica che dilania il regime borghese.

Quale, in quest’ora, l’opera dei dirigenti confederali? Essi hanno instaurato, a somiglianza dei governanti borghesi, la loro dittatura contro il Proletariato.

Il Consiglio Nazionale di Genova decise unanimemente la convocazione del Congresso entro l’anno. Ma i funzionari, dapprima tacitamente, quindi esplicitamente, ne hanno deliberato il rinvio a tempo indeterminato.

Intanto gli arbitrii si susseguono ai soprusi, alle violazioni, alle livragazioni. I dittatori confederali quasi non si accorgono che l’avventuriero Giulietti ha consegnato al fascismo la federazione dei lavoratori del mare; ma ben si accorgono invece dell’esistenza dei Comitati Sindacali rivoluzionari, contro i quali decretano sconfessioni ed ostracismi.

E noi stiamo assistendo a codesta mostruosità: che coloro i quali si sono legati con un patto di infamia agli assassini dei lavoratori hanno libera cittadinanza nella Confederazione del Lavoro, ma quelli operai e contadini che hanno osato fregiare le loro tessere sindacali coi simboli del lavoro redento, significando così la loro adesione ideale alla Rivoluzione Russa ed alla Internazionale Rossa, vengono espulsi dall’organizzazione per... indisciplina!

Questi sono i titoli di merito che i capi della Confederazione del Lavoro si sono acquistati presso il Governo fascista, dinanzi al quale il segretario generale on. D’Aragona ha parlato non come esponente del suo partito, ma come rappresentante del nuovo laburismo italiano. E non prive di significato sono le assicurazioni del capo del governo, che prometteva di tener conto degli affidamenti avuti!...

OPERAI E CONTADINI D’ITALIA!

Per l’unità e la salvezza del maggior organismo proletario, noi vi incitiamo ancora una volta alla più strenua difesa dei capisaldi programmatici fissati dal Convegno delle Sinistre Sindacali.

Prima che i dirigenti Confederali – anziché preparare lo schieramento delle forze proletarie nella lotta contro la reazione – consumino apertamente il loro tradimento alleandosi al nemico, urge che il Proletariato sorga ed insorga contro le deviazioni e le degenerazioni, a riaffermare le gloriose tradizioni dei sindacati italiani e la sua salda fede nella insopprimibile ragione della lotta di classe e nell’abbattimento del regime capitalistico borghese.

A tal uopo, o lavoratori, esigete la convocazione delle vostre Leghe, delle Camere del Lavoro, delle Federazioni; presentate e sostenete l’ordine del giorno delle Sinistre Sindacali, e reclamate soprattutto la immediata convocazione del Congresso Nazionale Confederale.

Contro ogni influenza dello Stato borghese e dei partiti della classe capitalistica nei sindacati, contro i tentativi secessionisti dei dittatori della Confederazione, operai e contadini d’Italia, innalzate la rossa bandiera della lotta di classe, riaffermate la vostra fede nei principii immortali della Rivoluzione Russa e dell’Internazionale!

Viva il Fronte Unico Rivoluzionario!

Viva l’ Unità Proletaria!

Viva la Confederazione Rossa dei lavoratori italiani!

Milano, Novembre 1922

 Il Comitato delle Sinistre Sindacali per l’Unità Proletaria

                                                                                                                             

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