Martedì, 16 Agosto 2022

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Il Comitato Esecutivo dell’Internazionale giovanile comunista, per il fronte unico e per la lotta (L’Ordine Nuovo, 1 ottobre 1922)

Considerato che una lotta efficace delle organizzazioni della gioventù operaia contro l’offensiva del capitalismo e del militarismo non è possibile senza la cooperazione della classe operaia, che la classe operaia non può sostenere vittoriosamente questa lotta se non su un fronte unico, il Congresso mondiale si pronuncia altamente per il fronte unico dei partiti e dei sindacati di tutte le Internazionali e chiede che vengano effettuati dei passi energici per la formazione del fronte unico della classe operaia su scala nazionale ed internazionale.

Considerato che la gioventù operaia è una parte della classe operaia e che è necessario difenderla nell’interesse di tutta la classe operaia, il che può essere fatto con successo soltanto mediante la partecipazione attiva di tutte le organizzazioni di classe degli operai adulti e mediante la loro stretta unione con i giovani proletari, il Congresso mondiale della gioventù operaia considera necessaria l’applicazione delle seguenti misure:

1. Adozione delle rivendicazioni poste dal Congresso mondiale della Gioventù operaia per la difesa degli interessi di questa, da parte della II Internazionale, l’Internazionale di Vienna, l’Internazionale comunista, l’Internazionale sindacale di Amsterdam, l’Internazionale dei Sindacati Rossi e le altre organizzazioni operaie, purché esse inseriscano tali rivendicazioni nel loro programma di azione, sia internazionalmente, che nazionalmente e localmente.

2. Dare la possibilità ai giovani operai, organizzati nello stesso modo degli operai adulti, di lottare per l’interesse del proletariato come pure per quelli della gioventù proletaria, dando a tutti gli operai salariati ed agli apprendisti, senza distinzione di età, il diritto di prendere parte alle elezioni sindacali al pari degli organizzati con pieni diritti, riducendo per essi la quota e, se possibile, dispensandoli dal pagamento di essa.

3. Inserzione delle rivendicazioni poste dal Congresso mondiale nelle proposte dei sindacati per la conclusione dei contratti collettivi, l’energica difesa di essi contratti, come delle altre rivendicazioni importanti, con tutti i mezzi della lotta sindacale, compreso lo sciopero.

4. Spiegare chiaramente ai membri dei Partiti operai, dei sindacati, delle altre organizzazioni operaie, come pure agli operai non organizzati, la situazione della gioventù operaia, le sue rivendicazioni ed il mezzi per realizzarle. Perciò bisogna assolutamente porre la questione della posizione della gioventù operaia nelle riunioni di gruppi, nelle riunioni di masse, nei congressi di partito e nei sindacati. La stampa operaia deve esaminare attentamente e sistematicamente la situazione e la lotta della gioventù operaia.

5. Interventi energici delle frazioni parlamentare e comunali dei Partiti operai per sostenere le azioni di massa della classe operaia ed in particolare della gioventù, per difendere, in sede di discussione dei progetti di legge, in forma di interpellanze, proposte ecc., le rivendicazioni stabilite dal Congresso mondiale. Bisogna prendere in considerazione pure l’organizzazione di scioperi di scolari durante le azioni di massa della gioventù operaia.

6. Nello svolgere la loro attività nelle questioni della gioventù operaia, i Partiti proletari cerchino di stabilire il fronte unico con gli altri partiti operai. I sindacati e tutti i loro organi lavorino insieme con le organizzazioni della gioventù proletaria senza distinzione di tendenze, inducendole ad attuare diversi provvedimenti, a partecipare alla stampa, alle riunioni.

Rivendicazioni della gioventù operaia

(Proposta del CE dell’Internazionale giovanile comunista al II comma dell’o.d.g. del congresso mondiale della gioventù operaia)

1. Contro lo sfruttamento economico della gioventù operaia.

a) Rivendicazioni generali per tutti i giovani di meno di 18 anni:

I. Salari corrispondenti al livello di esistenza minimo.

II. Lotta contro il prolungamento della giornata di 8 ore, facendo rientrare le ore di studio professionale nella giornata lavorativa, e per la giornata di 6 ore.

III. Stesse garanzie di soccorsi di disoccupazione per la gioventù e per gli adulti.

IV. Impiego dei giovani disoccupati nei laboratori professionali.

V. Riposo settimanale di 44 ore (riposo domenicale).

VI. Vacanze pagate di quattro settimane per anno.

VII. Divieto di impiegare i giovani nelle imprese pericolose per la loro salute (branche speciali dell’industria chimica, vetrerie, lavoro sotterraneo, nelle miniere).

VIII. Interdizione del lavoro notturno e del lavoro domenicale.

IX. Educazione professionali obbligatorie e gratuita sino ai 18 anni.

X. Incorporazione delle ore di studio nella giornata di lavoro; loro remunerazione come tali.

XI. Strumenti di lavoro gratuiti.

XII. Consigli di operai aventi il diritto di partecipare all’elaborazione del piano di studio e dell’amministrazione della scuola.

XIII. Divieto delle punizioni con provvedimenti rigorosi sul diritto di avere apprendisti.

XIV. Abolizione dei contratti di apprendistato individuale, contratti collettivi comprendenti gli apprendisti.

XV. Controllo sull’impiego degli apprendisti da parte dei sindacati e dei consigli di azienda.

2. Lotta contro il militarismo, la reazione, il terrore bianco:

I. Abrogazione del trattato di Versailles, quale fomite di nuove guerre.

II. Sciopero generale e sollevamento armato in caso di nuova guerra.

III. Lotta contro gli eserciti borghesi con la propaganda antimilitarista dal di fuori e nell’esercito contro la guerra e il suo uso contro gli operai rivoluzionari.

IV. Soppressione e disarmo delle formazioni militari di volontari borghesi.

V. Protezione della classe operaia contro la reazione, mercé l’armamento del proletariato.

VI. Libertà di attività politica e di organizzazione per i soldati (consigli, federazioni, ecc.).

VII. Miglioramento della situazione economica dei soldati.

VIII. Lotta contro la preparazione militare della gioventù operaia per l’esercito borghese.

IX. Lotta contro le organizzazioni delle gioventù militanti reazionarie e nazionaliste.

Il Comitato Esecutivo dell’Internazionale giovanile comunista domanda alla gioventù ed alle sue organizzazioni di pronunciarsi su queste dichiarazioni e di sostenerle.

Punti di contatto:

Milano, via dei Cinquecento n. 25 (citofono Istituto Programma), (lunedì dalle 18) (zona Piazzale Corvetto: Metro 3, Bus 77 e 95)
Messina, Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
Roma, via dei Campani, 73 - c/o “Anomalia” (primo martedì del mese, dalle 17,30)
Benevento, c/o Centro sociale LapAsilo 31, via Firenze 1 (primo venerdì del mese, dalle ore 19)
Berlino, ogni ultimo giovedì del mese dalle ore 19, presso il Cafè Comunista, RAUM, Rungestrasse 20, 10179 Berlino.
Bolognac/o Circolo ARCI Guernelli - via Gandusio 6 - 40128 Bologna (Prossime date e orari: 9/10, 27/11, 11/12, 29/1, 26/2, 26/3; dalle 15,30 alle 17,30)
Torino, nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 09 luglio 2022, dalle 15.30)
Cagliari, c/o Baracca Rossa, via Principe Amedeo, 33 - 09121 Cagliari (ultimo giovedi del mese, dalle 20)

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