Martedì, 16 Agosto 2022

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Lettera in tedesco al Segretariato dell’I.C. (in APC, 122, 69/129-130)

Copia per Zinoviev

Copia per Gramsci

 

Roma, 6 agosto 1922

Cari compagni,

Abbiamo ricevuto la vostra lettera nr. 1360 del 25 luglio 1922.

Il manifesto ai lavoratori italiani, con le modifiche contenute nel vostro dispaccio del 24 luglio, è apparso sulla nostra stampa. Le correzione al testo trasmessoci con la lettera sopra ricordata sono tuttavia giunte troppo tardi per poter essere pubblicate. D’altra parte si tratta – se non andiamo errando – esclusivamente di questioni stilistiche.

Abbiamo anche ricevuto dal compagno Chiarini la copia del vostro telegramma a Lazzari. In questo momento sarete sicuramente già in possesso della nostra relazione sulla questione del Partito italiano. E avrete anche voi constatato che tra il partito e l’Internazionale non esiste al riguardo alcun contrasto.

Da parte nostra non solo eviteremo qualunque aperto contrasto ma anche ulteriori polemiche nella nostra corrispondenza. Ci limiteremo a tenervi informati del nostro atteggiamento nell’attuale situazione.

Gli avvenimenti degli ultimi giorni, che costituiscono l’oggetto di uno specifico rapporto, rafforzano il nostro giudizio sulla crisi del partito socialista.

Poiché la bancarotta dei collaborazionisti è completa e la borghesia di sinistra ha energicamente allontanato i riformisti socialisti dopo il loro consenso allo sciopero generale, è possibile che oggi i fautori della collaborazione si spostino po’a sinistra, rinunciando perfino al loro programma immediato – partecipazione alla formazione del governo – al quale ancora pochi giorni fa erano disposti a tutto sacrificare.

In conseguenza di ciò non diciamo che sarà evitata la rottura tra i collaborazionisti e Serrati, ma si avrà un notevole ridimensionamento del significato del congresso socialista.

Non si può però escludere del tutto l’ipotesi che Serrati assumerà una posizione tipo quella di Livorno: se i riformisti non commettono una grave infrazione disciplinare possono ancora rimanere con noi. Noi vogliamo tuttavia supporre che vi sarà la rottura, ma sul grado di probabilità delle due ipotesi non possiamo esprimerci, poiché dopo lo sciopero le tendenze del partito sembrano scomparse e d’altra parte, ufficialmente, nessun punto di vista nuovo è stato assunto.

Se una rottura ci sarà, la nostra tattica, in vista della piena sconfitta e sconfessione dei collaborazionisti da parte delle masse, dovrà mirare ad impedire che queste rimangano prigioniere dei metodi pacifisti e che i disfattisti del massimalismo serratiano, che sono responsabili della situazione molto più del riformismo, rimangano in piedi.

Le masse sono a un punto di svolta; le lotte degli ultimi giorni le spingono a noi, giacché i socialisti portano tutta la responsabilità della cattiva conduzione del movimento, esse indicano la necessità di mettere in pratica le parole d’ordine dei comunisti.

Avvalorare un partito serratiano – sia moralmente, dicendo che farà il suo dovere, sbarazzandosi dei riformisti (cioè facendo votare i maffisti per Serrati) o materialmente, lasciandogli le forze dei maffisti che aspirano ad entrare nel partito comunista e che noi lasciamo invecchiare nell’altro partito perché ci assoggettiamo al dovere e alla disciplina delle vostre vedute tattiche – questo non sarebbe per il nostro partito e per la progressiva conquista delle masse affatto vantaggioso.

In breve: gli ultimi avvenimenti hanno mostrato che il processo di crescita dell’influenza del nostro partito assume un andamento più rapido e che la rottura tra Serrati e i riformisti sarà meno drastica.

La linea generale indicata nel nostro rapporto su tale questione è così confermata. La tattica propugnata dall’Internazionale Comunista potrebbe completamente fallire. Ci sia consentito ricordare che in relazione al Congresso di Milano abbiamo delineato con precisione la situazione e i suoi possibili sviluppi, mentre l’Internazionale si è in una certa misura ingannata nelle sue previsioni.

Il congresso socialista è stato rinviato, forse si terrà nei prossimi mesi. È anche possibile che, come si sente dire, non si terrà affatto. Il punto centrale della situazione e della attenzione delle masse è del tutto altrove.

 

Con saluti comunisti

Comitato Esecutivo del Partito Comunista Italiano

 

Bordiga

 

Punti di contatto:

Milano, via dei Cinquecento n. 25 (citofono Istituto Programma), (lunedì dalle 18) (zona Piazzale Corvetto: Metro 3, Bus 77 e 95)
Messina, Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
Roma, via dei Campani, 73 - c/o “Anomalia” (primo martedì del mese, dalle 17,30)
Benevento, c/o Centro sociale LapAsilo 31, via Firenze 1 (primo venerdì del mese, dalle ore 19)
Berlino, ogni ultimo giovedì del mese dalle ore 19, presso il Cafè Comunista, RAUM, Rungestrasse 20, 10179 Berlino.
Bolognac/o Circolo ARCI Guernelli - via Gandusio 6 - 40128 Bologna (Prossime date e orari: 9/10, 27/11, 11/12, 29/1, 26/2, 26/3; dalle 15,30 alle 17,30)
Torino, nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 09 luglio 2022, dalle 15.30)
Cagliari, c/o Baracca Rossa, via Principe Amedeo, 33 - 09121 Cagliari (ultimo giovedi del mese, dalle 20)

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