Martedì, 21 Settembre 2021

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Il razzo dalla fine ignota

A proposito di razzi americani che dovevano raggiungere la Luna abbiamo più volte scritto quello che le notizie sul recente razzo russo hanno confermato a tutti: che con il sistema di lancio attuale a successive esplosioni non si poteva raggiungere tale precisione da prevedere di colpire la Luna, ovvero aggirarla con ricaduta sulla Terra, ovvero ancora (e sempre più difficile) fabbricare il satellite alla Luna.

Ricaduti sulla Terra i vari razzi americani, osammo dubitare sulla possibilità di portare un pezzo di materia tanto lontano, da non ricadere sulla Terra.

Successivamente gli americani hanno fatto un bel colpo col lancio del satellite Atlas, alquanto corpulento, non per il fatto che ritrasmette compiacente le nostre chiacchiere da terra (ma che bel risultato! almeno ci inviasse un saggio delle allocuzioni extraterrestri), ma per la asserita capacità di regolare da terra la cosiddetta entrata in orbita. Comunque hanno dato un'orbita abbastanza circolare (nostra vecchia richiesta) ma non abbastanza alta da durare quanto i satelliti precedenti: si parlava di una ventina di giorni contro i mesi degli Sputnik ed Explorer e gli anni dell'altissimo Vanguard (ma lo si vede? dà qualche segnale?).

Adesso il razzo russo che non ha colpito la Luna, ma la ha superata passandole assai prossimo, ed è andato oltre, ha esso smentito il nostro codinismo, realizzando per la prima volta un lancio di qualcosa che non tornerà mai quaggiù?

Non siamo del tutto convinti. Due giorni dopo il lancio il vice-presidente dell'Accademia russa delle Scienze non ha escluso il ritorno sulla Terra.

La risorsa di farne un pianeta del Sole fu una trovata di Werner von Braun quando i lanci americani fecero enorme cilecca. Oggi sono stati forniti i dati dell'orbita e lo strano annuncio che il corpo entrava in essa il 7 gennaio. Ma il 6 gennaio, alla asserita distanza di 600.000 km, esso ha cessato di essere rilevabile, per sempre.

Che significa uscire dalla sfera di gravitazione della Terra ed entrare in quella della Luna o in quella del Sole? Nulla. Quelle "sfere" non hanno un limite come i confini degli Stati terrestri. Sono tutte di raggio infinito, e differiscono solo perché il loro potenziale dipende dalla massa dell'astro centrale. Il problema - è cosa elementare - non va posto come un'uscita o un ingresso, ma come ricerca della distanza a cui il corpo è attratto con ugual forza dalla Terra e dalla Luna, ovvero dalla Terra e dal Sole.

In qualunque punto della sua corsa il corpo subisce le tre attrazioni. Tra Terra e Luna, essendo la massa della prima quasi cento volte più grande di quella della seconda; risulta dalla legge di Newton che la distanza di pari attrazione, lungo una linea retta, è circa un decimo. Dato che la Terra dista dalla Luna 384.000 km, a 38.400 km dalla Luna vi è la possibilità (salvo i sicuri sbagli di mira) che il corpo non torni sulla Terra ma cada sulla Luna stessa.

Quanto al Sole, la sua massa è 330.000 volte quella della Terra. La distanza di indifferenza risulta di circa un diciottesimo della totale, e quindi essendo questa di 150 milioni di chilometri, è a oltre otto milioni di chilometri dalla Terra che occorre arrivare per essere certi che il corpo cessi di subire l'azione della Terra a preferenza di quella del Sole. Ma noi sappiamo solo che è giunto a 600.000 km. Se ritornerà non lo sapremo mai. Nemmeno i Pioneer li abbiamo visti tuffarsi nell'oceano terrestre o colpire un continente.

Queste banali osservazioni, perché non le fanno gli esperti? Facile risposta: le sanno benissimo, ma sono esperti "politicizzati" e ognuno ha l'ordine di non scoprire le balle degli avversari, per tema che si scoprano le sue.

Il razzo non aveva da entrare in nessuna orbita. Noi due fessi, io che scrivo e tu che leggi, siamo entrambi in orbita attorno al Sole, perché rispetto al sistema di riferimento di Galileo-Newton solidale con le stelle fisse abbiamo la stessa velocità della Terra, di circa 30 km per secondo. Abbiamo ciò in comune col signor Razzo da Mosca.

Questo ha superato la velocità di fuga di circa 11,2 km per secondo che si calcola supponendo per un momento che la Terra sia ferma, e questa sua velocità in un sistema solidale con la Terra è quella di un moto ritardato; mano mano che sale esso rallenta, e si fermerebbe a distanza infinita. Allora la sua velocità rispetto alla Terra sarebbe zero. Ma per il vecchio principio della composizione dei movimenti del gran Galileo (cose che si potevano spiegare al pubblico varii secoli prima dei voli spaziali; ma oggi lo impediscono fatti umani, ovverossia sociali) quando il Razzo è a velocità zero rispetto alla Terra (o quasi) possiede sempre i suoi bravi 30 km al secondo rispetto al Sole, proprio come noi due fessi! Allora in date circostanze di traiettoria può non entrare, ma restare in orbita a una gran distanza dalla Terra. Non cercheremo qui quelle complesse circostanze, ci limiteremo a dire che di questa entrata in orbita abbiamo la stessa disistima dialettica che della famosa costruzione del socialismo; sempre su ordine di accademie delle scienze!

Comunque la certezza dell'evento la avremmo quando leggessimo che il razzo è a più di 8 milioni di km dalla Terra, e non a 600.000 soli. Da questa distanza può sempre, sotto date direzioni di traiettoria, ricadere.

Il corpo è partito quando la Luna era all'ultimo quarto, ossia quasi tangenzialmente all'orbita terrestre. Potrebbe dunque avere una angolazione buona per non precipitare sul Sole ma girargli attorno con l'ordine di grandezza della rivoluzione della Terra.

Ma non siamo nemmeno convinti che sia giunto a 600.000 km. Ha fatto troppo presto. I tempi dati e le distanze (calcolate o misurate? ecco il punto!) non vanno di accordo. Partenza all'una del mattino (?) del 2 gennaio con la velocità massima iniziale di 11,2 km/sec., ossia circa 40.000 km/ora. Alla distanza lunare di 384.000 km viene annunziato alle 6 a.m. del 4. Sono 53 ore con la media di 7.300 km/ora. Ma le tratte date nei vari comunicati danno una velocità media in certi casi crescente, il che è assurdo. Non possiamo fare sui confusi comunicati qui una tale analisi. Alle 10 a.m. del 5 viene dato a 597.000 km e si parla di 62 ore, mentre sono 81 o 82. La velocità media è maggiore delle precedenti o quasi eguale: 7.250 km/ora. Se fossero 62 ore sarebbe di gran lunga maggiore, il che è ancora più assurdo.

Né le distanze né i tempi annunziati come verificati (da chicchessia lo siano stati) forniscono la certezza che il corpo è oggi un pianeta artificiale e che non abbia a tornare sulla Terra.

I dati per una completa analisi saranno forniti forse agli "scienziati". Ma quelli occidentali ragioneranno come sempre: cane non mangia cane.

Da "Il programma comunista" n. 1 del 1959

 

Note

[1] Dato che la gravità dovuta alla massa di un corpo astrale diminuisce col quadrato della distanza, vi sarà gravità zero solo a distanza infinita.

[2] La Terra e tutti i pianeti del Sistema Solare gravitano press'a poco sullo stesso piano di rotazione attorno al Sole (eclittica). Tutti i satelliti lanciati nelle cosiddette orbite solari rimasero sempre su questo piano, come dice il testo. Il primo satellite solare ad infrangere questa barriera fu Ulisse, il quale, lanciato nell'ottobre 1990 verso Giove, ne sfruttò l'enorme campo gravitazionale (febbraio 1992) per acquisire slancio e nuova direzione al fine di immettersi in un'orbita passante sui poli del Sole (1994 e 1995), intersecante l'eclittica del sistema e della durata di sei anni. Ci risulta che sia a tutt'oggi l'unico.

Punti di contatto:

Milano, via dei Cinquecento n. 25 (citofono Istituto Programma), (lunedì dalle 18) (zona Piazzale Corvetto: Metro 3, Bus 77 e 95)
Messina, Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
Roma, via dei Campani, 73 - c/o “Anomalia” (primo martedì del mese, dalle 17,30)
Benevento, c/o Centro sociale LapAsilo 31, via Firenze 1 (primo venerdì del mese, dalle ore 19)
Berlino, ogni ultimo giovedì del mese dalle ore 19, presso il Cafè Comunista, RAUM, Rungestrasse 20, 10179 Berlino.
Bologna, al momento è sospesa l’apertura al pubblico
Torino, nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 09 ottobre 2021, dalle 15.30)

Informativa 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.  Per saperne di piu'