Martedì, 21 Settembre 2021

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Il dialogato astrale

Il Lunik III o Orbitnik mentre il 18 ottobre discorrevamo timidamente di lui dalla nostra riunioncina di Milano è ufficialmente passato nel punto più vicino alla Terra, ossia a 40.000 km da noi. Dalle notizie precedenti la distanza massima era stata di 470.000 km e ciò come mostrammo due numeri addietro concorda col periodo di 15 giorni e mezzo annunziato tardivamente (le solite scoperte di nuovi corsi di moda per rinnegatume). Rilevammo che si trattava di una rispettabile distanza, che il periodo di rivoluzione lo era altrettanto, e la risposta era giusta (esatta si dice in questo tempo borghese, per cui solo vero è l'esigere, che significa riscuotere soldi - participio passato esatto) alle nostre richieste di almeno due raggi di distanza dal centro terrestre e almeno un giorno di rivoluzione.

Non avevamo ancora ottenuta un'orbita non troppo eccentrica. Valga il vero. La somma delle due distanze massima e minima fornisce l'asse maggiore dell'ellisse di 510.000 km. La distanza focale risulta di 255.000 meno 40.000 ossia 215.000 km, tra il centro di figura della ellisse e il suo fuoco che è nel centro terrestre. Una tale ellisse ha l'asse minore di soli 104.000 km e dunque è molto allungata, o se volete schiacciata: la sua larghezza è solo un quinto della lunghezza. Faremo di cappello ad un satellite o razzo o stazione viaggiante che sia, che abbia l'asse trasverso dell'orbita almeno quattro quinti di quello maggiore. Mosca, attendiamo.

È stata annunziata la velocità massima al perigeo di 3,9 km al secondo ossia ben 14.100 km all'ora. Troppi per le nostre istanze. Da tale cifra si deduce la minima velocità avutasi al perigeo del 10 ottobre con una semplice proporzione inversa: risulta di 333 metri al secondo e 1.200 km all'ora, non più di un aeroplano nemmeno supersonico, come si vantò allora. Ma abbiamo ancora da ridire: attendiamo una velocità massima dell'ordine di un chilometro al secondo, proprio della Luna "non prefabbricata" (ora ci smammano che il satellite di Marte Phobos, che citammo nella nostra prima nota astrale sul triviale illuminismo, sarebbe prefabbricato dai marziani: l'avranno data ad intendere al... Kaiser... Sapete il mottetto della prima guerra? Quell'uom dal fiero aspetto - Non dica non dica fregnacce - Illuminateci il Kaiser - E poi si crederàaaa...!).

Che la troppa velocità perigea, figlia della troppa eccentricità e poca circolarità dell'orbita, sia segno di mala fine, lo si ammise fin dal 18 ottobre col dire che per effetto dei passaggi ogni tanti giri presso la Luna l'orbita si deformava e il corpo sarebbe caduto sulla Luna o sulla Terra, con una vita precaria. Quando poi il 27 ottobre si rivelò la fotografia, che dal 18 si era detto di avere presa e trasmessa sulla Terra, si previdero solo 11 o 12 giri di vita del razzo prima del suo incendiarsi per aver avuto l'imprudenza di abbassare il perigeo. Quanto al prossimo apogeo non solo fu annunziato di 484.000 km, ossia accresciuto, ma datato col 27 ottobre alle 20, ossia con un semiperiodo di 9 giorni e 4 ore diverso da quello di prima, di circa sette giorni. Tutto matematicamente calcolato ed elettronicamente previsto; ma sempre con impiego della disgustosa risorsa dei nuovi corsi: diciamo sempre la stessa cosa, anche quando suoniamo una musica di tono tutto diverso. Quei nostri signori non sono ciecamente immobili nel dogma, come noi. Se i marziani hanno fabbricato loro, in luogo dello sfiatato Jehovah, il loro Phobos, si vede che avevano meglio dialogato con qualche fesso come noi, dato che da alcuni secoli che lo sbinocoliamo da quaggiù il vezzoso satellite non solo non è caduto sul pianeta ma ancora non ha persa una battuta del suo armonico ritmo.

La fotografia finalmente stampata su tutti i giornali del mondo. Great! in linguaggio distensivo: grande! I particolari che vi si vedono non sono che della faccia nota della Luna, già più fotografata di Marylin Monroe. Di nuovo non si vede che il Mare di Mosca; buco nero che se si vede in tante negative diverse trasmesse sarà un cratere, ma se è in una sola edizione può essere un buco della emulsione: non ce lo vorrebbero spiegare dialogando? Non ci va molto tanta diversità di frastaglio tra una faccia e l'altra,  e per spiegarla occorre almeno una decente ipotesi: un bombardamento per esempio di vulcani terrestri, o di una spenta umanità già tanto civile quanto i marziani manufattori di satelliti, e più ancora degli scienziati dialoganti e disgelanti da Mosca, cui fa omaggio un intero mondo borghese. Diremo dialogando al nostro modo scurrile, e usando ancora il dialetto meneghino: dagh on taj! Come a quel predicatore di villaggio che attribuiva alla coda di Lucifero la lunghezza di un milione di miglia.

 

Da "Il programma comunista" n. 20 del 1959

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Bologna, al momento è sospesa l’apertura al pubblico
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