Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 18,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 12 settembre 2020, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

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Sabato, 31 Ottobre 2020

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 

I metallurgici comunisti di Milano si disinteressano del referendum (Il Comunista, 11 luglio 1922)

Il Comunista, 11 luglio 1922

Milano, 10 luglio

Come è noto, oggi in tutti gli stabilimenti alla presenza dei rappresentanti delle ditte si svolge il referendum sul concordato stipulato a Roma dalla FIOM.

I metallurgici comunisti, riuniti ieri, hanno deciso di disinteressarsi del referendum in quanto esso, dopo cinque settimane di sciopero, è il tradimento consumato con la chiusura dell’agitazione nazionale, si risolverebbe, qualunque ne fosse l’esito, nella più tragica beffa.

Essendo così preclusa ogni via di uscita onorevole, i comunisti si asterranno. Per tanto i nostri Gruppi debbono continuare ad intensificare la lotta su due fronti: contro il nemico borghese, e contro il peggiore nemico socialdemocratico. E noi confidiamo che, nonostante i gravi sacrifici sofferti e l’amara delusione di quegli operai che in perfetta buona fede conservano ancora qualche fiducia nei dirigenti della FIOM alleati con la borghesia, la massa saprà superare questa dura prova restando nell’organizzazione per combattere più strenuamente la lotta di liberazione dei traditori del proletariato.

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