Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 18,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 12 settembre 2020, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

Per la corrispondenza scrivere a:
Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
Per brevi comunicazioni o per inviarci i vostri ordini (testi, giornali, articoli etc.) potete anche utilizzare il seguente indirizzo di posta elettronica
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Mercoledì, 15 Luglio 2020
DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 

 

Comunicato del Comitato Esecutivo (Il Comunista, 25 luglio 1922)

Il Comunista, 25 luglio 1922

Tutti gli organismi di partito sono avvertiti che la parola dei comunisti per la organizzazione del fronte unico proletario è che gli organi locali devono essere i Comitati dell’Alleanza del lavoro.

I comunisti sostengono, secondo le ripetute dichiarazioni del Partito, l’allargamento di questi Comitati ad una rappresentanza effettiva di tutta la massa operaia attraverso le sue organizzazioni sindacali, e la designazione degli organi esecutivi nel seno di essi con rappresentanza proporzionale alle tendenze politiche, esistenti nei sindacati.

I compagni non possono né devono prendere localmente iniziative diverse per i Comitati del fronte unico, fino ad eventuali nuove disposizioni della Centrale che saranno date opportunamente in relazione a possibili modifiche della organizzazione nazionale dell’Alleanza.

Dinanzi ad iniziative diverse che vengono da altri organismi, le Segreterie federali hanno avuto precise disposizioni sull’atteggiamento da tenere.

In tutte le località, ed in occasione delle stesse riunioni dei Comitati, i comunisti devono condurre una viva campagna di critica alle insufficienti direttive ed all’azione negativa che attualmente ad opera dei suoi capi conduce l’Alleanza del lavoro-e nello stesso tempo devono evitare assolutamente la rottura del fronte unico e lo scioglimento dei Comitati. Si faranno tutti gli sforzi perché questi problemi siano discussi, con la più larga propaganda dei criteri tracciati nella nostra stampa, in presenza delle masse.

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