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DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

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Lunedì, 30 Novembre 2020

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 

Al Comitato sindacale terzinternazionalista Al Comitato sindacale massimalista Al Comitato della frazione sindacalista della U.S.I. All’Ufficio sindacale della Unione Anarchica Italiana Al Comitato massimalista ferroviario ((Il Comunista, 10 settembre 192

Cari compagni,

La situazione presente del movimento sindacale italiano ci spinge alla presente iniziativa, per il successo della quale non dubitiamo del vostro efficace concorso.

Il pericolo che sovrasta in questo momento alle organizzazioni di classe del proletariato non è solo quello della reazione statale e fascista che si prefigge di stroncarle con la violenza. Un’altra insidia si delinea sempre più, proveniente dai capi stessi di una parte del proletariato organizzato, che vorrebbero incanalare i sindacati su vie e verso metodi nei quali si snaturerebbe il loro carattere di classe.

Equivoche formule collaborazioniste e borghesi vengono da più parti affacciate sotto il nome di sindacalismo nazionale, di movimento operaio entro il campo degli interessi nazionali; e questo piano non significa altro che il proposito di togliere ai sindacati ogni efficienza rivoluzionaria e persino ogni effettiva capacità di lotta contro il padronato nelle stesse contese economiche. Si tende per tal modo al siluramento del fronte unico e della Alleanza del Lavoro, e a rendere impossibile ogni schieramento delle forze proletarie sul terreno della lotta diretta contro la reazione e contro il fascismo, con i quali mezzi si giungerà, in ultima analisi, a patteggiare, prima una resa vergognosa, poi una effettiva alleanza.

Simili propositi non debbono riuscire a realizzarsi; ad essi tutte le forze sane del movimento proletario devono opporre le gloriose tradizioni rosse di questo, l’insopprimibile ragione della lotta di classe, la salda speranza delle masse nell’abbattimento del regime capitalistico.

A tale scopo noi riteniamo che le varie tendenze sovversive militanti nel campo sindacale, restando nettamente distinte e serbando libertà di azione non solo per quello che è il loro programma politico, ma anche nelle loro particolari vedute su dati problemi di tattica sindacale, possano e debbano stringere tra di loro una intesa leale per la difesa di alcune posizioni comuni a quanti sono per la causa della lotta emancipatrice del proletariato.

Questi punti, su cui una intesa dovrebbe effettuarsi, con l’impegno reciproco di coalizzarsi nella loro affermazione in tutte le adunate proletarie e i congressi sindacali, sono nostro modo di vedere i seguenti:

Le organizzazioni sindacali devono essere indipendenti da ogni influenza dello Stato borghese e dei partiti della classe padronale, e la loro bandiera deve essere la emancipazione dei lavoratori dallo sfruttamento padronale.

Il fronte unico proletario per la difesa contro l’offensiva padronale deve essere mantenuto rinnovato nell’Alleanza del Lavoro, stretta tra le organizzazioni tra cui sorse e resa tale nella sua costituzione da rispecchiare le forze e la volontà delle masse.

Noi quindi vi invitiamo ad un Convegno nel quale una comune dichiarazione da lanciare al proletariato italiano suggellerebbe una simile intesa, e darebbe a tutte le forze classiste una chiara piattaforma comune di propaganda e di agitazione, suonando severa rampogna ai pochi che tentennano e defezionano nell’ora del pericolo.

Per tal modo si opererà potentemente al fine di salvare la rossa bandiera della classe proletaria da oblique insidie come dalla bufera della violenza reazionaria, e di stringere i vincoli della unità di fronte del proletariato contro la reazione borghese.

Siamo ben certi di ricevere la vostra adesione alla convocazione del Convegno, tra le delegazioni degli organismi a cui la presente lettera è indirizzata e di quelli che la sottoscrivono, riservandoci di farvi noto il luogo e la data di convocazione.

In tale fiducia vi porgiamo il nostro saluto.

 

Il comitato sindacale comunista

Il comitato comunista ferroviario

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