Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 18,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 12 settembre 2020, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

Per la corrispondenza scrivere a:
Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
Per brevi comunicazioni o per inviarci i vostri ordini (testi, giornali, articoli etc.) potete anche utilizzare il seguente indirizzo di posta elettronica
info@internationalcommunistparty.org
Contatti
Mercoledì, 12 Agosto 2020
DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 

 

Il Comitato Segreto d’Azione proclama lo sciopero generale (L’Ordine Nuovo, 1 agosto 1922)

Il Comitato ha lanciato il seguente proclama col quale si ordina e s’impartiscono le istruzioni per lo sciopero generale:

“I lavoratori di tutte le categorie, appena verranno a conoscenza del presente comunicato, dovranno immediatamente abbandonare lavoro. L’ordine di ripresa sarà loro comunicato per il tramite dei fiduciari delle Organizzazioni responsabili.

Con la proclamazione dello sciopero generale il sottoscritto Comitato si propone come obiettivo la difesa delle libertà politiche e sindacali minacciate dalle insorgenti fazioni reazionarie, le quali mirano – mediante la soppressione di ogni garanzia legale – allo schiacciamento delle Organizzazioni operaie, premessa necessaria per potere susseguentemente rimbalzare i lavoratori da uno stato di relativa libertà ad uno stato di assoluta schiavitù. Da una dittatura sostanziale se non anche formale, quale i forsennati della reazione vagheggiano e perseguono, ne sortirebbe, oltreché la soffocazione di ogni libera e civile manifestazione di pensiero di movimento, la rovina del Paese.

È stretto dovere di tutti gli spiriti liberi di spezzare, col blocco delle unite resistenze, l’assalto reazionario, difendendo, in questo modo, le conquiste della democrazia e salvando la Nazione dal baratro in cui la follia dittatoriale, qualora – dannata ipotesi! – dovesse avere il sopravvento, la trascinerebbe immancabilmente.

Dallo sciopero generale – compatto e severo – deve uscire un solenne ammonimento al Governo del Paese perché venga posto fine e per sempre, ad ogni azione violatrice delle civili libertà, che debbono trovare presidio e garanzia nell’imperio della legge.

Nello svolgimento dello sciopero generale, i lavoratori devono assolutamente astenersi dal commettere atti di violenza che tornerebbero a scapito della solennità della manifestazione e si presterebbero alla sicura speculazione degli avversari; salvi i casi di legittima difesa delle persone delle istituzioni, contro le quali, malauguratamente, la violenza avversaria dovesse scatenare i suoi furori.

Nessuno ordine deve essere seguito che non provenga dalle Organizzazioni responsabili.

Lavoratori in piedi! In difesa di quel che vi è di più sacro per ogni uomo civile: la libertà.

Il Comitato Segreto d’Azione”

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