Cent’anni fa, a New York

Il 25 marzo 1911, un sabato, alle 16,40, pochi minuti prima della fine della giornata di lavoro, un violento incendio scoppiò nella fabbrica di camicette da donna Triangle Shirtwaist Company, all’ottavo, nono e decimo piano di un alto edificio nel cuore di Manhattan. La fabbrica occupava circa 700 operaie, nella grande maggioranza giovanissime immigrate italiane ed ebree dell’Est Europa: molte di esse, in risposta alle pessime condizioni di lavoro, s’erano iscritte al recente e combattivo sindacato International Ladies’ Garment Workers’ Union e avevano già condotto decise azioni di sciopero e boicottaggio. La Triangle Shirtwaist Company era una delle tante fabbriche d’abbigliamento attive a Manhattan: solo nei due anni precedenti, due lunghi scioperi straordinari, la “Sollevazione delle 20mila” e la “Grande Rivolta” animate soprattutto da lavoratrici tra i sedici e i venticinque anni, e anche meno, aveva completamente bloccato il settore, con violenti scontri con la polizia, arresti e processi, e una mobilitazione generale in tutta New York. La fabbrica era priva di misure di sicurezza e aveva scale antincendio arrugginite e impraticabili; inoltre, i padroni avevano sbarrato le porte d’accesso per impedire che le operaie si assentassero dal lavoro anche solo per pochi minuti e che agitatori sindacali penetrassero nei locali. Quando l’incendio scoppiò, presto alimentato dai materiali infiammabili con cui le operaie lavoravano, fu una strage: morirono in 147, carbonizzate, asfissiate o sfracellate nelle vie sottostanti, dopo un disperato tentativo di salvarsi buttandosi dai finestroni, spesso abbracciate insieme. Incriminati per omicidio colposo, i due proprietari della fabbrica vennero assolti l’anno dopo; l’indennizzo pro capite alle famiglie delle vittime fu di $75; l’assicurazione versò ai proprietari $65mila.

Quanti i milioni di proletari massacrati dal Capitale in poco più di due secoli di dominio? E poi i sanguinari saremmo noi comunisti!

Partito Comunista Internazionale
(il programma comunista n°02 - 2011)