Riunione Generale. La prima Riunione Generale di Partito del 2026 si è tenuta a Milano nei giorni 6-7 giugno, preceduta, nel pomeriggio del 5 e nella mattina del 6, via via che affluivano i c. da Germania e Svizzera e da altre località, da incontri informativi e organizzativi più specifici. Nel pomeriggio del 6, il Centro del P. ha tenuto l'usuale Rapporto Politico-organizzativo che, nel sottolineare come quest'anno, a differenza del passato, le RG saranno due, ha indicato, nel recente ampliamento e radicamento geografico-politico del Partito come fatto estremamente positivo, la necessità di migliorare l'organizzazione generale e la distribuzione dei compiti e delle funzioni interne, e ha poi rilevato i buoni risultati del lavoro interno ed esterno (interventi, contatti, pubblicazioni e ripubblicazioni in varie lingue, ecc.). Sono poi seguiti gli interessanti rapporti dalle singole sezioni e una riunione redazionale con la definizione di prossimi contributi alla nostra stampa internazionale. Nella mattina del 7, il Rapporto Politico, aperto a simpatizzanti e lettori, ha preso in esame, in maniera dettagliata e approfondita, le “Tesi di Lione” del 1926, nostro testo fondamentale di bilancio e di proiezione nel futuro del movimento comunista mondiale, a fronte dell'incipiente (e già ben delineata) svolta in senso contro-rivoluzionario dell'Internazionale Comunista, soffermandosi in maniera specifica sugli aspetti teorico-politici e rinviando alla seconda RG del 2026 la trattazione delle tematiche tattiche e organizzative. La RG s'è conclusa con molta soddisfazione di tutti i compagni e con l'impegno a intensificare lo sforzo di contatto con la nostra classe e di continuità del lavoro politico rivoluzionario.
Berlino. I temi dei nostri incontri pubblici in questi primi sei mesi del 2026 sono stati: Contro la guerra imperialista mondiale c'è una sola alternativa: la rivoluzione proletaria mondiale!; Venezuela: il fallimento del chavismo e il banditismo delle potenze imperialiste; Gli sviluppi in Iran nella prospettiva marxista; Il sistema bellico deve essere distrutto!
Il 1° maggio 2025, come in Italia, anche nei paesi di lingua tedesca abbiamo distribuito il nostro volantino “I proletari non hanno patria!” e, a Berlino, abbiamo partecipato alla manifestazione sindacale della mattina (circa 11.000 manifestanti), durante la quale abbiamo distribuito numerosi volantini, venduto il nostro giornale e avuto alcune discussioni interessanti. Anche alla “Manifestazione rivoluzionaria” serale (circa 30.000 manifestanti secondo gli organizzatori), abbiamo distribuito volantini e venduto il nostro giornale, oltre a discutere con alcuni partecipanti alla manifestazione. Un aspetto positivo è stato il fatto che in entrambe le manifestazioni sia stato affrontato il nesso tra crisi, guerra e attacchi sociali. In particolare la “Manifestazione rivoluzionaria”, che negli anni passati era spesso caratterizzata da una solidarietà con la Palestina poco differenziata (nazionalismo, scarso riferimento alla classe, visione isolata del conflitto mediorientale e critica al capitalismo “carente”), quest’anno è apparsa molto combattiva e ha affrontato i temi del riarmo, dei miliardi destinati alla guerra, degli attacchi sociali e della tendenza generale verso un nuovo conflitto mondiale. Ciò conferma la tendenza, sebbene ancora molto debole, secondo cui si sta gradualmente sviluppando una consapevolezza della portata complessiva delle dinamiche belliche capitalistiche nella crisi strutturale del capitale e, in alcuni casi, anche una prima resistenza contro di esse.
3 ottobre 2025: «Mai più bellicosi! Alziamoci per la pace!» Con questo slogan hanno manifestato 15.000 persone a Stoccarda e circa 20.000 a Berlino. Sul sito friedenskooperative.de si legge: “Almeno dal cambio di governo, lo squilibrio sociale nell’utilizzo del denaro dei contribuenti diventa sempre più evidente: mentre apparentemente non ci sono fondi per le scuole fatiscenti, il trasporto pubblico locale, la sanità, la cultura, la protezione del clima e lo sviluppo globale, vengono stanziati sempre più miliardi per l’esercito. Molte persone sembrano aver atteso un’occasione per portare il proprio malcontento in piazza”. Anche se la critica alla guerra è qui formulata in modo relativamente vago e l’attacco generale alla classe operaia, con cui si vuole scaricare la crisi capitalista e i costi della guerra sui lavoratori dipendenti, così come la necessaria resistenza contro di esso (ad es., blocchi e scioperi per paralizzare l’economia capitalista e interrompere la produzione di profitti ) fino alla necessità di una chiara prospettiva anti-capitalista non siano comprese dal movimento per la pace, ciò dimostra che la “questione della guerra” è diventata uno dei temi centrali nella percezione pubblica. Abbiamo partecipato alla manifestazione a Berlino e distribuito il nostro volantino “Economia di guerra e guerra – l’ultima ancora di salvezza del capitalismo”, oltre a vendere singoli giornali.
Servizio militare obbligatorio, bellicismo e proteste giovanili. Con la reintroduzione della registrazione di tutti gli uomini idonei al servizio militare, la discussione sulla reintroduzione del servizio militare obbligatorio, le spese militari più elevate dai tempi del nazionalsocialismo e la crescente isteria bellica da parte di quasi tutte le forze borghesi e il passaggio dell’economia a un’economia di guerra, negli ultimi mesi si è verificata una politicizzazione dei giovani e dei giovani adulti sulla base della questione della guerra. Ciò si è concretizzato sia nella partecipazione a varie manifestazioni contro le attuali guerre e i conflitti, soprattutto in Medio Oriente e in Ucraina, in cui anche la Germania è massicciamente coinvolta. Inoltre, nel frattempo, in tutta la Germania si sono svolti diversi cosiddetti scioperi scolastici con manifestazioni studentesche (tra l’altro, il 5 dicembre 2025 a Berlino si è tenuto uno sciopero scolastico seguito da una manifestazione in Oranienplatz). Il 5 marzo 2026, poi, si è tenuta una manifestazione contro il servizio militare obbligatorio: abbiamo distribuito un volantino scritto appositamente per questa manifestazione.
10/11 gennaio 2026: Conferenza Luxemburg e manifestazione. Alla Conferenza Rosa Luxemburg organizzata ogni anno dal quotidiano Junge Welt del 10 gennaio 2026, che quest'anno ha attirato un numero notevole di giovani appena politicizzati alla luce della rinascita dei nuovi gruppi K (stalinisti), eravamo presenti con un nostro stand. Ci sono state discussioni interessanti e anche lì abbiamo incontrato giovani che conoscevano già la Sinistra comunista “italiana”. Oltre al nostro lavoro pluriennale, sembra che soprattutto la presenza (purtroppo un po' diffusa) della “sinistra comunista italiana” su Internet porti oggi le nostre posizioni teoriche ad avere una portata maggiore rispetto alla nostra organizzazione reale. Il giorno seguente, alla manifestazione dedicata a Liebknecht, Luxemburg e Lenin, ci siamo ritrovati, in un freddo gelido, di fronte all’intero spettro stalinista-maoista-socialista reale, schierato in modo compatto, e faticosamente abbiamo cercato di distribuire i nostri volantini.
Zurigo. Nel corso dell'ultimo anno e mezzo, abbiamo collaborato attivamente con il circolo della "chiarificazione rivoluzionaria" e lì abbiamo sottoposto alla discussione, con esito positivo, i nostri testi fondamentali sulla questione del partito (le “Tesi di Lione” 1926, le “Tesi sul compito storico, l'azione e la struttura del partito mondiale” del 1965 e l'articolo “Verso il partito forte e compatto di domani” del 1978). Alla manifestazione sindacale del 1° maggio e alla Festa di Maggio, non abbiamo distribuito solo il nostro volantino per il 1° maggio, ma anche un invito del gruppo “Chiarificazione rivoluzionaria” a un evento di discussione l’8 maggio 2025 alla Volkshaus sul tema: “Il tempo dell’anti-imperialismo è finito – È tempo della lotta di classe proletaria globale”. L'evento, a cui hanno partecipato circa 40 persone, ha dato vita a una buona discussione, nonostante il tema conflittuale (a Zurigo, l'anti-imperialismo è fortemente rappresentato nella scena di sinistra, in particolare dal “Revolutionärer Aufbau”), prendendo come punto di partenza la posizione del nostro partito sulla fine a livello mondiale della fase rivoluzionaria borghese.
A metà agosto 2025, si è poi tenuto a Zurigo un incontro semi-pubblico con militanti attivi in campo sindacale, organizzato anch’esso da questo circolo, in cui sono state discusse le nostre posizioni fondamentali sulla “questione sindacale”, alla luce di concrete esperienze locali di lotta e di rete. Un compagno italiano ha tenuto (con traduzione simultanea in tedesco) una relazione sul tema “Partito e intervento sindacale”, che ha suscitato l’interesse di una ventina di partecipanti. L’evento ha ribadito la necessità della lotta per la difesa economica e sociale come presupposto affinché il proletariato, sotto la guida del partito comunista, possa orientarsi verso la prospettiva rivoluzionaria della presa del potere e dell’esercizio della sua dittatura. È stato anche chiarito che il compito dei comunisti è soprattutto di natura organizzativa: operare, nei limiti delle nostre forze, all’interno e all’esterno dei sindacati integrati al regime, nonché in tutte le organizzazioni che la classe cerca di costituire per difendersi dagli attacchi del capitale.
Da parte nostra, abbiamo ribadito che gli organi territoriali della lotta proletaria, di cui auspichiamo la rinascita, non possono essere altro che l’incontro dialettico e concreto tra la spontanea combattività della nostra classe – costretta alla lotta dalle condizioni insostenibili create dal modo di produzione capitalistico stesso – e la partecipazione del Partito alle sue lotte. Non si tratta di “spiegare qualcosa” alla classe attraverso l’informazione, corsi di studio o seminari, ma di organizzare la lotta di classe, consolidarne le esperienze, unificarla e superare le continue divisioni.
Il giorno seguente si è tenuta una riunione di lavoro interna, volta a chiarire il senso e la necessità del lavoro di partito. Si è partiti da una relazione politica come base per il lavoro futuro, nella prospettiva di una sezione di partito a Zurigo. Oltre a ribadire che né al singolo simpatizzante né al militante si richiede una conoscenza e una padronanza complete del patrimonio del partito, ma l’accettazione e la difesa del nucleo immutabile costituito da dottrina, principi, obiettivi, programma, tattica e organizzazione, abbiamo ricordato che per noi l’adesione al partito non è mai “di gruppo”, ma individuale, come conseguenza di un coinvolgimento sempre più forte in un lavoro continuo e collettivo. La militanza non è qualcosa di puramente razionale, poiché sono decisive le forze motrici della passione e dell’entusiasmo.
Il processo teorico e pratico di “chiarificazione rivoluzionaria”, iniziato a Zurigo tre anni fa, ha così portato, nel gennaio di quest’anno, alla formazione della sezione zurighese del Partito comunista internazionale.
Roma. Manifestazione/corteo del Primo Maggio 2026: “Contro le guerre imperialiste. Contro sfruttamento e precarietà. Contro l’attacco al diritto di sciopero e la repressione. Contro l’economia di guerra”, indetta da: Collettivo F.D.A., Controprofitto, Militant, Agire (Assemblea Giovanile Roma Est), ORA (Organizzazione Rivoluzionaria Autonoma), Rete dei Comitati e Collettivi di Lotta, Si.Cobas Viterbo, JVP Srilanka, Torpignattara Solidale. Dal concentramento a viale dei Consoli, angolo via Scribonio Curione, è partito un corteo che, attraversando il Quadraro, parte di Torpignattara, un pezzetto di via Casilina, e viale della Primavera, è giunto a piazza dei Mirti nel quartiere Centocelle (quadrante sud-est di Roma). Abbiamo distribuito il volantino preparato per il primo maggio, dal titolo: “Il Primo Maggio non è un giorno di festa, ma un giorno di lotta rivoluzionaria”, insieme all’ultimo numero de “il programma comunista” (la distribuzione del giornale è continuata tra i compagni simpatizzanti con i quali usualmente alcuni di noi festeggiano il 1° maggio con un pranzo all’aperto). Manifestazione un po’ più ampia del solito con presenza di lavoratori oltre agli appartenenti o simpatizzanti delle sigle summenzionate, con seguito degli abitanti extracomunitari dei quartieri attraversati e minima partecipazione dalle finestre. Mille persone circa. Presente un folto gruppo di giovani, studenti del Liceo classico Augusto, con la bandiera “Augusto autonomo” e lo striscione “contro presidi e padroni/ odio di classe”, che hanno colorato l’aria di rosso. Hanno sfilato anche le effigi di Marx, Engels, Lenin, portati da fanciulli stranieri...
Vita di partito
n. 04, luglio-agosto 2026