Sabato, 25 Marzo 2023

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 


Otto marzo duemilaventitre

Compagne, sorelle proletarie!

A un anno dalla normalizzazione dell'emergenza sanitaria innestata sulla crisi economica che è ben lontana (e impossibile!) a risolversi, le fanfare dell'ideologia e della pratica della borghesia imperante non hanno più il coraggio di blaterare che tutto non sarebbe stato più come prima! Anzi, tutto è tornato come e peggio di prima! A casa, sul lavoro, nei quartieri, le vostre (le nostre) condizioni di vita non fanno altro che peggiorare.

Nonostante che nel mondo del lavoro siate utilizzate per lo più in mansioni meno retribuite e socialmente poco riconosciute, continuate a essere licenziate in massa, per essere confinate nel lavoro sottopagato o addirittura non pagato di cura e assistenza domestica, a subire ulteriori riduzioni salariali con la scusa del part time (che altro non è che una riduzione del salario per un lavoro che si concentra in un orario più ristretto) o dello smart work (versione aggiornata e tecnicamente modernizzata dell'autosfruttamento nel lavoro a domicilio) e del taglio del monte ore. E continuate a essere le ultime a essere assunte. Chi rimane in azienda con contratti sempre più precari e precarizzanti sa come non diminuiscano gli omicidi, i tentati omicidi sui posti di lavoro (quelli che i padroni e i loro servi chiamano “incidenti”) e tutte le “malattie professionali”, insieme alle pressioni e perfino ai ricatti e alle molestie sessuali, in nome di un preteso aumento della produttività.

Intanto, con la continua riduzione dei finanziamenti destinati alla truffa del wellfare state, si è moltiplicato per mille il peso e la fatica di tutto il lavoro riproduttivo, di cura e di assistenza, di gestione domestica, a cui già vi costringe la divisione sociale del lavoro propria del modo di produzione capitalistico. Una divisione sociale che insieme alla proprietà privata dei mezzi di produzione ha ereditato ed esacerbato le forme del dominio patriarcale, come dimostrano apertamente i regimi teocratici d'Iran e Afghanistan e, subdolamente, quelli laici del resto del mondo.

La tempesta della guerra continua a scatenarsi in un mondo ecologicamente devastato e risulta sempre più evidente l'insostenibilità delle nostre condizioni di vita e di lavoro. Tutte le istituzioni in cui si organizza lo Stato del Capitale sono solo inganni e prigioni: lo hanno vissuto e continuano a viverlo, nel dolore della loro carne stuprata, affamata, bombardata e fucilata, le donne nelle “Patrie” (il nome con cui lo Stato, il capitalista collettivo il cui governo è sempre e solo il comitato di affari dell'impersonale classe borghese, chiama se stesso, quando si prepara a farci morire) che già la subiscono o la hanno subita – dalle vicine Russia e Ucraina alla martoriata Palestina, dalla Siria e all'Iraq, all'Africa…

Questo mondo e questo modo di vivere non sono migliorabili. L'emancipazione femminile senza una lotta di classe spinta fino in fondo, cioè senza rivoluzione sociale e politica, è un'illusione riformista che maschera la realtà della società divisa in classi: ci sono donne borghesi complici e partecipi del dominio e dello sfruttamento del vostro lavoro riproduttivo e produttivo e la loro “emancipazione” non è altro che condivisione del potere borghese; ci sono donne intellettuali e professioniste appartenenti alle moderne “mezze classi” e la loro “emancipazione” non è altro che aspirare a un maggior prestigio sociale e a una maggiore compartecipazione alla spartizione della ricchezza prodotta dal vostro lavoro riproduttivo e produttivo.

Compagne, sorelle proletarie!

Non fatevi ingannare da movimenti “femministi”, che con astuzia proclamano superata la lotta di classe: hanno solo paura di essere spazzati via dalla vostra potenza proletaria e strumentalizzano i vostri bisogni concreti e la vostra oppressione.

Il vostro destino è nelle vostre mani, nei vostri cuori e nelle vostre menti – e soprattutto nelle vostre lotte per difendervi dal mondo del Capitale, per combatterlo e abbatterlo, insieme al patriarcato che ne è padre e strumento di dominio.

Lotte economiche e sindacali contro la disoccupazione, per salari, pensioni, condizioni di lavoro adeguate e rispettose della salute e della sicurezza, e contro ogni forma di sessismo machista e fallocratico (compreso quello di chi si pretende “avanguardia sindacale”) sul luogo di lavoro.

Lotte economiche e sociali per migliorare e rendere collettive le condizioni e le possibilità del lavoro riproduttivo di cura e assistenza, strappandolo alla dimensione privata, domestica e familistica che tanto fa comodo agli uomini e li mantiene despoti e maschilisti.

Lotte per conquistare e difendere il dovere di controllare e decidere della maternità e della salute.

Lotte contro tutte le sirene riformiste e borghesi per prepararsi alla rivoluzione politica e sociale a cui tutti insieme, femmine e maschi della ”immensa schiera delle sfruttate e dei senza riserve”, saremo costretti dalla stupida crudeltà del Capitale e del suo Stato.

Questo è stato, è, e sarà l'Otto Marzo!

 

Otto marzo duemilaventitre

Punti di contatto:

 
Milano, via dei Cinquecento n. 25 (citofono Istituto Programma), (lunedì dalle 18) (zona Piazzale Corvetto: Metro 3, Bus 77 e 95)
Messina, Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
Roma, via dei Campani, 73 - c/o “Anomalia” (primo martedì del mese, dalle 17,30)
Benevento, c/o Centro sociale LapAsilo 31, via Firenze 1 (primo venerdì del mese, dalle ore 19)
Berlino, ogni ultimo giovedì del mese dalle ore 19, presso il Cafè Comunista, RAUM, Rungestrasse 20, 10179 Berlino.
Bolognac/o Circolo ARCI Guernelli - via Gandusio 6 - 40128 Bologna (sotto il ponte di Stalingrado) saletta al primo piano, vicina alla scala del bar (Prossime date e orari: 23/10/22, 20/11/22, 18/12/22, 22/01/23, 19/02/23, 19/03/23, 23/04/23, 21/05/23, 04/06/23 dalle 15,30 alle 17,30)
Torino, nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 03 dicembre 2022, dalle 15.30)
Cagliari, c/o Baracca Rossa, via Principe Amedeo, 33 - 09121 Cagliari (ultimo giovedi del mese, dalle 20)
 

 

 Incontri pubblici 

Cagliari - 11/03/2023 , ore 17,00 "Siamo alla vigilia della ripresa della lotta di classe ? Che fare ?" presso Baracca Rossa, via Principe Amedeo, 33 Cagliari.

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