Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

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Giovedì, 14 Novembre 2019

Imeva: allargare il fronte di lotta (2006)

 

Operai dell’Imeva!

Gli ultimi governi “di sinistra” e di destra hanno gareggiato in efficienza nell’introdurre leggi e regole per generalizzare nelle fabbriche una specie di caporalato diffuso. I risultati sono sotto i vostri occhi, nell’azienda ove lavorate, all’Agusta, alla Rummo e altre ancora: qui, al vostro fianco, utilizzando le vostre stesse attrezzature, schiere di “lavoratori in affitto” sgobbano e producono a ritmi forsennati, con salari più bassi del 30% e senza nessuna garanzia di lavorare anche domani. A sentire i padroni e i loro servi non dovete lamentarvi, ma rallegrarvi delle condizioni di “privilegio” di cui godete e di cui (parola loro!) continuerete a godere.

Ma voi siete scesi in lotta con decisione per due buoni motivi:

 

  1. in sostegno a quei lavoratori super sfruttati;
  2. a difesa delle vostre condizioni di lavoro presenti e future.

 

Siete consapevoli che, senza lotta, le condizioni odierne di precariato e basso salario dei vostri compagni sono lo specchio di ciò che, certo, sarà la vostra condizione domani. E ciò, nonostante la promessa padronale di “non toccarvi”, magari anche assunta per iscritto con un “accordo concertato”, poiché tale accordo verrebbe certamente rimangiato domani.
L’indicazione che noi comunisti diamo è di allargare il fronte di lotta, poiché tutti gli operai di tutte le fabbriche vivono lo stesso problema che si acutizzerà ulteriormente.
I falsi amici si riconoscono quando spingono alla lotta, magari anche dura, purché sia limitata alla vostra fabbrica: essi sanno, infatti, che la lotta isolata è una lotta perduta.

Lavoratori!
Il vostro è un buon inizio. Prendete in mano l’organizzazione della lotta, estendetela il più possibile ad altre situazioni e categorie, battetevi per obbiettivi unificanti come:

  • No al caporalato

  • Riduzione drastica dell’orario di lavoro

  • Forti aumenti salariali, maggiori per le categorie peggio pagate

  • Salario pieno ai disoccupati

  • Rifiuto di ogni concertazione, compatibilità e sacrifici in nome dell’economia nazionale

Sappiamo che nessuna conquista economica e pratica è definitiva: la crisi economica spingerà il capitale e il suo Stato a rimangiarsi via via tutto quanto concesso, tutto quanto strappato dai lavoratori. L’inconciliabilità degli interessi di classe, l’opposizione inevitabile tra interessi del capitale e necessità di sopravvivenza del proletariato, si risolveranno solo nella prospettiva rivoluzionaria dell’abbattimento di un sistema socio-economico che non funziona più, e della presa del potere da parte degli operai guidati dal partito rivoluzionario, per dare inizio davvero alla storia della specie umana.

Intanto, però, non possiamo fare a meno di opporci agli attacchi padronali e dobbiamo farlo nella maniera più forte e decisa. Alla fine, ciò che rimarrà davvero di ogni lotta sarà la capacità di organizzarsi dei lavoratori e la comprensione che questa è la via obbligata. Il nostro partito è al vostro fianco.

 

Partito comunista internazionale
(il programma comunista)

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