DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco.

Vandalismo e lotta di classe

Fa bene rileggere quanto scriveva Marx a proposito del sensazionalismo e dello scandalismo profusi a piene mani da benpensanti, piccolo-borghesi, giornalistume, sgherri padronali e politicanti all’epoca della gloriosa Comune di Parigi del 1871 [1]. Fa bene rileggerlo, perché questa fetente mobilitazione di luoghi comuni, calunnie sbavanti e insulti rabbiosi si ripete ogni volta che gli oppressi levano il capo e mettono in discussione il profumato, sorridente, pacifico ordine della classe al potere, ogni volta che la rabbia degli oppressi e dei disperati, dei senza riserve e dei senza prospettive, scuote d’improvviso il placido tran-tran del migliore dei mondi possibili.

Tengano bene a mente queste parole, i lettori e i simpatizzanti che si avvicinano al Partito, che scendono sul terreno difficile ma glorioso della guerra di classe:

“In tutti i suoi trionfi sanguinosi sui combattenti che si sacrificavano per una nuova e migliore società, questa civiltà scellerata, fondata sull’asservimento del lavoro, soffoca il gemito delle sue vittime sotto uno strepito di calunnie che trovano un’eco mondiale. La serena Parigi operaia della Comune viene improvvisamente trasformata in un inferno dai segugi dell’‘ordine’. E che cosa prova questa terribile trasformazione agli spiriti borghesi di tutti i paesi? Null’altro se non che la Comune ha cospirato contro la civiltà! Il popolo di Parigi muore con entusiasmo per la Comune, in numero superiore a quello dei morti di qualunque battaglia della storia. Che cosa prova ciò? Null’altro se non che la Comune non era il governo del popolo stesso, ma la usurpazione di un pugno di criminali! Le donne di Parigi sacrificano con gioia la loro vita sulle barricate e sul luogo del supplizio. Che cosa prova ciò? Null’altro se non che il démone della Comune le ha cambiate in Megere ed Ecati! La moderazione della Comune durante due mesi di dominio incontrastato è eguagliata solo dall’eroismo della sua difesa. Che cosa prova ciò? Null’altro se non che la Comune per mesi ha nascosto con cura sotto una maschera di moderazione e d’umanità la sete di sangue dei suoi istinti infernali, che si dovevano scatenare solo nell’ora della sua agonia!

“Parigi operaia, nell’atto del suo eroico sacrificio, ha travolto nelle sue fiamme case e monumenti. Quando fanno a pezzi il corpo vivente del proletariato, i suoi dominatori non debbono più contare di fare un ritorno trionfale in mezzo all’architettura intatta delle loro dimore. Il governo di Versailles grida: ‘Incendiari!’ e sussurra a tutti i suoi sgherri, fino nell’ultimo villaggio, la parola d’ordine di dare dappertutto la caccia ai suoi nemici come sospetti di essere incendiari professionali. La borghesia di tutto il mondo, che assiste con compiacimento al massacro dopo la battaglia, rabbrividisce d’orrore al veder profanati la calce e i mattoni!

“Quando i governi danno la licenza ufficiale alle loro marine di ‘uccidere, bruciare e distruggere’, questa è o non è una licenza di incendiare? Quando le truppe inglesi dettero deliberatamente fuoco al Campidoglio di Washington e al palazzo d’estate dell’imperatore della Cina, si trattava o no di atto da incendiari? Quando i prussiani, non per ragioni militari, ma per puro spirito di vendetta, dettero fuoco, con l’aiuto del petrolio, a città come Châteaudun e a innumerevoli villaggi, erano o no incendiari? Quando Thiers per sei settimane bombardò Parigi, col pretesto che voleva metter fuoco solo alle case abitate, era o no un incendiario? In guerra, il fuoco è un’arma legittima come tutte le altre. Gli edifici occupati dal nemico vengono bombardati per appiccarvi il fuoco. Se i difensori si devono ritirare, appiccano essi stessi il fuoco per impedire all’attaccante di fare uso degli edifici. L’essere distrutti dalle fiamme è sempre stato l’inevitabile destino di tutti gli edifici situati sul fronte di combattimento di tutti gli eserciti regolari del mondo. Ma nella guerra degli schiavi contro i loro asservitori, la sola guerra giustificabile nella storia, ciò non dovrebbe più essere vero! La Comune fece uso del fuoco esclusivamente come mezzo di difesa. Ne fece uso per sbarrare alle truppe versagliesi quei viali lunghi e rettilinei che Haussmann aveva aperto appositamente per il fuoco dell’artiglieria; ne fece uso per coprire la ritirata, allo stesso modo che i versagliesi, nella loro avanzata, fecero uso delle cannonate che distrussero per lo meno altrettanti edifici quanti ne distrusse il fuoco della Comune. […]

“Se gli atti degli operai di Parigi sono stati vandalismo, è stato il vandalismo di una difesa disperata, non il vandalismo del trionfo, come quello che i cristiani perpetrarono a danno dei tesori d’arte veramente inapprezzabili dell’antichità pagana; e persino questo vandalismo dei cristiani è stato giustificato dagli storici come elemento concomitante inevitabile e relativamente insignificante della lotta titanica tra una società nuova in sul nascere e una vecchia società al tramonto. Gli atti degli operai di Parigi furono ancora meno del vandalismo di Haussmann, il quale distrusse la Parigi storica per far posto alla Parigi dei bighelloni”.



[1] Karl Marx, La guerra civile in Francia, Editori Riuniti, 1990, pagg.64-67.

 

Partito Comunista Internazionale
(il programma comunista n°05 - 2011)

 

INTERNATIONAL COMMUNIST PARTY PRESS
ARTICOLI GUERRA UCRAINA
RECENT PUBLICATIONS
  • Medio Oriente: cronaca di una tragedia proletaria
    Medio Oriente: cronaca di una tragedia proletaria
  • Il proletariato nella seconda guerra mondiale e nella
    Il proletariato nella seconda guerra mondiale e nella "Resistenza" antifascista
      PDF   Quaderno n°4 (nuova edizione 2021)
  • Storia della Sinistra Comunista V
    Storia della Sinistra Comunista V
  • Perchè la Russia non era comunista
    Perchè la Russia non era comunista
      PDF   Quaderno n°10
  • 1917-2017 Ieri Oggi Domani
    1917-2017 Ieri Oggi Domani
      PDF   Quaderno n°9
  • Per la difesa intransigente ...
    Per la difesa intransigente
NOSTRI TESTI SULLA "QUESTIONE ISRAELE-PALESTINA"
  • Israele: In Palestina, il conflitto arabo-ebreo ( Prometeo, n°96,1933)
  • Israele: Note internazionali: Uno sciopero in Palestina, il problema "nazionale" ebreo ( Prometeo, n°105, 1934)
  • I conflitti in Palestina ( Prometeo, n°131,1935)
  • Gli avvenimenti in Palestina (Prometeo, n°132,1935)
  • Israele: Fraternità pelosa ( Il programma comunista, n°21, 1960)
  • Israele: Il conflitto nel Medioriente alla riunione emiliano-romagnola (Il programma comunista, n°17, 1967)
  • Israele: Nel baraccone nazional-comunista: vie nazionali, blocco con la borghesia ( Il programma comunista, n°20, 1967)
  • Israele: Detto in poche righe ( Il programma comunista, n°18, 1968)
  • Israele: Spigolature ( Il programma comunista, n°20, 1968)
  • Israele: Un grosso affare ( Il programma comunista, n°18, 1969)
  • Incrinature nel blocco delle classi in Israele(Il Programma comunista, n°17, 1971)
  • Curdi palestinesi(Il Programma comunista, n°7, 1975 )
  • Dove va la resistenza palestinese? (I)(Il Programma comunista, n°17, 1977)
  • Dove va la resistenza palestinese? (II)(Il Programma comunista, n°18, 1977)
  • Dove va la resistenza palestinese? (III)(Il Programma comunista, n°19, 1977)
  • Il lungo calvario della trasformazione dei contadini palestinesi in proletari(Il Programma comunista, n°20-21-22, 1979).
  • In rivolta le indomabili masse sfruttate palestinesi ( E' nuovamente l'ora di Gaza e della Cisgiordania)(Il Programma comunista, n°8, 1982)
  • Cannibalismo dello Stato colonialmercenario di Israele(Il Programma comunista, n°12, 1982)
  • Le masse oppresse palestinesi e libanesi sole di fronte ai cannibali dell'ordine borghese internazionale(Il Programma comunista, n°12, 1982)
  • La lotta delle masse oppresse palestinesi e libanesi è anche la nostra lotta- volantino(Il Programma comunista, n°13, 1982)
  • Per lo sbocco proletario e classista della lotta delle masse oppresse palestinesi e di tutto il Medioriente(Il Programma comunista, n°14, 1982)
  • La lotta nazionale dei proletari palestinesi(Il Programma comunista, n°12, 1982)
  • Sull'oppressione e la discriminazione dei proletari palestinesi(Il Programma comunista, n°19, 1982)
  • La lotta nazionale delle masse palerstinesi nel quadro del movimento sociale in Medioriente(Il Programma comunista, n°20, 1982)
  • Il ginepraio del Libano e la sorte delle masse palestinesi ( Il programma comunista, n°2, 1984)
  • La questione palestinese al bivio ( Il programma comunista, n°1, 1988)
  • Il nostro messaggio ai proletari palestinesi ( Il programma comunista, n°2, 1989)
  • Una diversa prospettiva per le masse proletarie (Il programma comunista, n°5, 1993)
  • La questione palestinese e il movimento operaio internazionale ( Il programma comunista, n°9, 2000)
  • Gaza, o delle patrie galere (Il programma comunista, n. 2, 2008)
  • Israele e Palestina: terrorismo di Stato e disfattismo proletario ( Il programma comunista, n°1, 2009)
  • A Gaza, macelleria imperialista contro il proletariato ( Il programma comunista, n°1, 2009)
  • Il nemico dei proletari palestinesi è a Gaza City ( Il programma comunista, n°1, 2013)
  • Per uscire dall’insanguinato vicolo cieco mediorientale (Il programma comunista, n° 5, 2014)
  • Guerre e trafficanti d’armi in Medioriente (Il programma comunista, n°5, 2014)
  • Gaza: un ennesimo macello insanguina il Medioriente-Volantino (Il programma comunista, n°5, 2014)
  • L’alleanza delle borghesie israeliana e palestinese contro il proletariato (Il programma comunista, n°6, 2014)
  • Israele e Palestina: terrorismo di Stato e disfattismo proletario  ( Il programma comunista, n°3, 2021)
  • A fianco dei proletari e delle proletarie palestinesi! ( Il programma comunista, n°5-6, 2023)
  • Il proletariato palestinese nella tagliola infame dei nazionalismi ( Il programma comunista, n°2, 2024)
  • Note contro-corrente su Hamas e il “movimento palestinese” ( Il programma comunista, n°4, 2024)
  • Gaza: nessuna illusione ( Il programma comunista, n°1, 2025)
  •   Opuscolo: “Medio Oriente: cronaca di una tragedia proletaria”