(In margine all’Assemblea Generale del 26/1/2025, indetta dall’associazione “Marche des solidarités”)
Dopo qualche settimana di lotta dei proletari “senza-tetto”, sfociata nell’interessante Assemblea Generale del 25-26 gennaio in cui si sono ritrovati lavoratori venuti da tutte le province francesi, con notizie e saluti perfino dall’estero, è giunto il momento di qualche riflessione, anche per rispondere alle menzogne interessate delle forze antiproletarie. Il fascista Le Pen mentiva totalmente quando pretendeva che l’emigrazione fosse responsabile della disoccupazione dei lavoratori francesi (“Un milione di immigati = un milione di disoccupati”), ma è a un onorevole di sinistra, il “socialista” Rocard, che, per giustificare un’ulteriore chiusura delle frontiere, si deve la frase immorale e immortale: “Non si può certo accogliere tutta la miseria del mondo!”. La Storia è ben diversa: sono i borghesi e i loro Stati, democratici, prima fra tutti la Francia, che, dall’epoca della colonizzazione e dell'imperialismo e della decolonizzazione, hanno predato, con la complicità delle locali giovani borghesie, le ricchezze di quei Paesi, i cui abitanti hanno perduto tutto: casa, lavoro, famiglia, e hanno dovuto… esiliarsi.
C’è di più: con le sue crisi periodiche, il capitalismo rivela la sua natura profondamente assurda e inumana: la sovrapproduzione di merci svela la miseria della classe lavoratrice. Oggi, a Parigi (come in tante metropoli del mondo), mentre ci sono migliaia di case vuote ci sono migliaia di proletari senza tetto. I “minorenni non accompagnati” ora in lotta, dopo aver trovato un asilo precario nei parchi (Belleville, per esempio) o nello stabile della Maison des Métallos (Casa dei metallurgici), occupano adesso il teatro della Gaîté-Lyrique, aiutati da “Solidali” che portano cibo, vestiti e lezioni di francese. Ma anche lì sono minacciati, poiché oggi il diritto degli immigrati alla salute (la Sécurité Sociale) è negato e benché siano del tutto pacifici, si vocifera di chiedere ai tribunali la possibilità di espellerli dal Paese. Così la Francia “democratica” si dimostra una feroce dittatura, tanto quanto il fascismo !
La persecuzione contro i proletari (immigrati o no) non cesserà fin quando esisterà il Capitalismo. La classe borghese utilizza la persuasione del terrore per convincere i proletari a lasciarsi sfruttare senza opporre resistenza. Ma i lavoratori hanno una forza potenziale, il loro numero che diventa un'arma quando si organizza in una forza unitaria, in un movimento di, e in, lotta. Non serve a niente andare a chiedere la pietà o la simpatia dei dirigenti dei partiti e dei sindacati “di sinistra”, dei preti di tutte le superstizioni religiose, dei funzionari delle amministrazioni: la solidarietà di cui c'è bisogno, e che si sta in parte già realizzando, è quella dei loro simili – la solidarietà di classe, quella degli altri proletari, con o senza lavoro, neri o bianchi, venuti dalla provincia, da tutti i Paesi del mondo o nati qui, perché, come diceva qualcuno fin dal 1848, “i proletari non hanno patria”. L’unica nostra patria si chiama SOLIDARIETÀ. Quando si utilizza questa solidarietà di classe, si costruisce a poco a poco la forza che, finché avremo determinazione, pazienza, coraggio, distruggerà definitivamente e finalmente lo sfruttamento, l’ingiustizia e la loro causa: il Capitalismo. Questa forza sarà il Partito rivoluzionario, internazionale come il proletariato, perché la nazione è quella divisione che significa guerra. Quella guerra imperialista nella quale i proletari sono chiamati a uccidersi tra di loro per far vivere tutti gli Stati che li imprigionano, li opprimono, li sfruttano. La lotta per conquistare la nostra unità proletaria al di sopra delle frontiere contro tutte le tentazioni e illusioni religiose, etniche, riformiste e nazionaliste è il miglior modo per prevenirla e combatterla.
Ricordiamo le parole scandite dalle manifestazioni dei proletari, che riprendono, ma correggendole, quelle antiche della rivoluzione del 1789 a cui noi aggiungiamo quella che dice “Requisizione delle case vuote!”
Che cosa vogliamo? Un tetto! Per chi? PER TUTTI !
Libertà PER TUTTI! Uguaglianza PER TUTTI! Fraternità PER TUTTI !
E la piazza di chi è ? E’ NOSTRA!
Sono qui, non partirò!
Vergogna a quel potere che fa la guerra ai minorenni non accompagnati!
PROLETARI DI TUTTI, I PAESI UNITEVI !
(volantino diffuso in varie occasioni)