DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco.

Il vero volto della democrazia blindata (a proposito della Festa Nazionale francese dell’8 maggio 1945)

20 millioni di morti nel primo massacro mondiale, 50 miliioni nel secondo... Ma non bisogna dimenticare i 45 mila “musulmani” (allora non si diceva “algerini”, poiché… “l’Algérie c’est la France”, “L’Algeria è la Francia”!), assassinati soprattutto a Sétif, Guelma e Kerrata (regione di Costantine) dalla Francia colonialista e  democratica in quello stesso 8 maggio 1945, poi divenuto Festa Nazionale per celebrare la vittoria delle democrazie sulla Germania nazista. Il numero di morti è ancor oggi dibattuto (ma è comunque superiore ai 30.000, secondo le recenti valutazioni) e tutto è cominciato con l’uccisione di un giovane che aveva osato agitare la bandiera algerina invece del “glorioso tricolore”, unico autorizzato in quel giorno nelle manifestazioni dalle autorità coloniali. Diffusi moti di piazza (prove generali della « Toussaint rouge », l’Ognissanti rossa, che segnerà poi l’inizio della Guerra d’Algeria) rispondevano a questo primo omicidio ufficiale, seguito da una spietata repressone attuata dall’esercito della metropoli, comprese la marina e l’aviazione, senza dimenticare la polizia, i carabinieri, la Legione straniera e le milizie dei coloni, riforniti dalle autorità con armi da guerra e fucili da caccia. La polizia, aiutata dall’esercito, mantiene l’ordine e prende ogni decisione: massacri di civili, arresti, torture, mentre per dieci giorni i morti sono bruciati nei forni crematori. Il comunicato ufficiale delle autorità francesi locali è significativo dell’ambiente “democratico” di quegli anni : “Elementi torbidi, d’ispirazione hitleriana, hanno commesso  a Sétif un’aggressione armata contro la popolazione che festeggiava la capitolazione della Germania nazista. La polizia, aiutata dall’esercito, mantiene l’ordine e prende tutte le misure utili per assicurare la sicurezza e reprimere i tentativi di disordine”: in parole povere, ciò significava esecuzioni in massa, arresti dei militanti e leader nazionalisti, condanne a morte...

L’altro pilastro dell’ordine democratico, il Partito “comunista” francese, reagisce a modo suo (e non c’è da stupirsene!) di fronte a questi massacri perpetrati dallo Stato francese: difende l l’ordine e mette sotto accusa la resistenza della popolazione. Il 12 maggio, il suo organo ufficiale, “l’Humanité”, esortava lo Stato a   “punire senza pietà e rapidamente gli organizzatori della ribellione e i sicari che hanno capeggiato  la sommossa”! Non c’è da aggiungere altro: come abbiamo sempre detto, “sì, i fascisti sono stati sconfitti, ma a vincere è stato il fascismo”. L’8 maggio, Festa Nazionale, non dimentichiamolo!

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