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Primo maggio 2022. Contro le guerre del capitale, preparare il disfattismo rivoluzionario

Volantini 18 Aprile 2022
  • Volantini

Nelle metropoli degli Stati più vecchi come in quelle degli Stati più giovani e nelle periferie di tutto il mondo capitalista, le condizioni economiche, di vita e di lavoro dei proletari salariati (e, in subordine, delle mezze classi in declino e delle masse proletarizzate) continuano a peggiorare: aumenti generalizzati dei beni energetici e di quelli di prima necessità (compreso il costo delle abitazioni), inflazione galoppante (figlia primogenita della “politica finanziaria” delle banche statali che continuano a versare e prestare denaro, senza che questo riesca comunque a generare capitale e plusvalore sufficienti a rialzare il saggio medio di profitto). Ovunque, la ristrutturazione delle imprese economiche (multinazionali, a proprietà individuale o familiare, cooperative, statali, nazionalizzate o di qualunque altra ragione sociale), indotta dalla irrefrenabile crisi di sovrapproduzione, genera sempre più disoccupati e lavoratori precari, insieme a un aumento sempre meno sostenibile dei ritmi di lavoro – causa prima e unica della vertiginosa moltiplicazione degli omicidi, delle lesioni traumatiche gravi e delle malattie, nei posti di lavoro. E a nulla valgono gli irrisori aumenti salariali dei rinnovi contrattuali, per di più legati alla cosiddetta produttività.

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Cile: “Un nemico potente e implacabile...”

Contenuti Web 24 Ottobre 2019
  • America Latina

Da giorni, a Santiago e in altre località del Cile, proletari e masse proletarizzate sono scesi in strada e si sono scontrati con le “forze dell'ordine”: un'autentica sommossa – completa di assalti a supermercati – contro il continuo peggioramento delle condizioni di vita. Il potere borghese ha subito riconosciuto il proprio antagonista storico. Nel proclamare lo stato d'emergenza e il coprifuoco e nell'inviare 10mila militari a pattugliare le principali città, il presidente Piñera ha dichiarato infatti che “il Paese” sta vivendo “una guerra” contro “un nemico potente e implacabile che non rispetta nulla e nessuno” (vedi www.corriere.it).

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Primo Maggio 2023: Per combattere contro la guerra del capitale bisogna ricominciare a battersi contro la pace del capitale

n. 02, aprile-maggio 2023 20 Aprile 2023
  • Volantini

Nelle metropoli degli Stati di più vecchio capitalismo come in quelle degli Stati di più giovane capitalismo e nelle periferie di tutto il mondo capitalista, le condizioni economiche, di vita e di lavoro dei lavoratori salariati (e, in subordine, delle mezze classi in declino e delle masse proletarizzate) continuano a peggiorare, con gli aumenti generalizzati e costanti dei beni di prima necessità, compreso il costo delle abitazioni, del gas e dell'elettricità.

Ovunque, la ristrutturazione delle imprese economiche (multinazionali, a proprietà individuale o familiare, cooperative, statali, nazionalizzate o di qualunque altra “ragione sociale”), indotta dalla irrefrenabile crisi di sovrapproduzione, genera sempre più disoccupati e lavoratori precari, e costringe sempre più donne in casa, al lavoro sottopagato degli oneri familiari, insieme a un aumento sempre meno sostenibile dell'orario e del ritmo del lavoro – causa prima e unica della moltiplicazione degli omicidi, delle lesioni traumatiche gravi e delle malattie nei posti di lavoro.

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Otto marzo duemilaventidue

Volantini 06 Marzo 2022
  • Volantini

Compagne, sorelle proletarie!

Tre anni di emergenza sanitaria, innestata sulla crisi economica, non hanno fatto altro che peggiorare le vostre condizioni di lavoro. Siete state le prime, nonostante la disparità salariale a vostro sfavore, a essere licenziate, a subire ulteriori riduzioni salariali con la scusa del part time o dello smart work. E siete state le ultime a essere assunte. Chi è rimasta in azienda con contratti sempre più precari e precarizzanti sa come sono aumentati gli omicidi e i tentati omicidi sui posti di lavoro (quelli che i padroni e i loro servi chiamano “incidenti”), insieme alle pressioni e perfino ai ricatti e alle molestie sessuali, in nome di un preteso aumento della produttività.

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Memphis, USA: Altri nodi vengono al pettine

n. 02, aprile-maggio 2023 02 Febbraio 2023
  • America del Nord
  • Immigrazione-razzismo

L'ennesimo brutale omicidio, ai primi di gennaio, del giovane afro-americano Tyre Nichols per mano della polizia USA, questa volta a Memphis (Tennessee), dimostra tragicamente quanto non abbiamo mai cessato di ribadire, anno dopo anno, decennio dopo decennio. Quella del razzismo non è una questione “di colore”, ma una questione di classe: com'è noto, i cinque assassini in divisa sono afro-americani come la loro vittima. Altri nodi vengono al pettine: la polizia, le “forze dell'ordine”, sono il braccio armato dello Stato, e lo Stato è il braccio armato del Capitale – questa è la vera catena di comando!

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In Ucraina come in tutto il mondo, di fronte alla guerra imperialista la parola d’ordine proletaria torni a essere: disfattismo rivoluzionario contro tutte le borghesie e i loro Stati !

Volantini 21 Febbraio 2022
  • Volantini
  • Imperialismo e guerra

La guerra è l‘habitat naturale del capitalismo: imperialismo significa, infatti, accresciuta competizione internazionale, acuite guerre commerciali, esportazione di capitali che entrano inevitabilmente in conflitto gli uni con gli altri, controllo delle sorgenti di materie prime e delle loro vie di trasporto e dunque tentativo di escluderne i concorrenti, fino all'esplodere incontrollato di conflitti prima locali e poi, in prospettiva e in presenza di condizioni materiali favorevoli e necessarie, mondiali.

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Il movimento dei “Gilet gialli” in Francia: Rivolta popolare e illusioni democratiche

Contenuti Web 26 Gennaio 2019
  • Europa
  • Francia

(traccia della relazione che verrà tenuta a Berlino nell’incontro pubblico del 3/2)

Le manifestazioni e i blocchi stradali dei “Gilet gialli”, nati apparentemente dal nulla a novembre dello scorso anno, continuano a caratterizzare ancora gli eventi nelle strade e nelle piazze delle principali città francesi. Scontri tra qualche militante e polizia, così come blocchi di strade, del centro delle città e di singole imprese da parte di centinaia di migliaia di manifestanti, hanno messo in difficoltà il governo francese e le sue “forze dell'ordine” e sono diventati un punto di riferimento per molti di coloro che si dichiarano di sinistra. Nel movimento stesso c'è un miscuglio di posizioni molto divergenti ed inoltre aumentano sempre di più le richieste di partecipazione democratica tramite referendum (RIC – référendum d’initiative citoyenne). Di che cosa si tratta, quindi, quando si parla di “Gilet gialli”?  

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Due pesi e due misure: come sempre

Volantini 20 Ottobre 2021
  • Lotte operaie, repressione

Il 9 ottobre (due giorni prima dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base), durante una partecipata manifestazione contro il green pass sui luoghi di lavoro, un manipolo fascista di elementi appartenenti alla bassa manovalanza addetta agli affari sporchi dell'italica democrazia blindata assalta la sede romana della CGIL, mentre le “forze dell'ordine” fanno finta di reagire.

L’11 ottobre (durante il suddetto sciopero generale del sindacalismo di base), a Prato una squadraccia di crumiri aggredisce a tradimento un presidio di lavoratori che si battono contro il lavoro nero e mal pagato, nell’indifferenza delle “forze dell’ordine”.

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Solidarietà con i lavoratori sotto processo

Contenuti Web 02 Ottobre 2018
  • Lotte operaie, repressione

Mentre dalla fogna della politica borghese continuano a levarsi miasmi puzzolenti e inquinanti, lo Stato (che del Capitale è servo fedele e braccio armato) non cessa di perseguitare i proletari che non intendono accettare passivamente il bestiale sfruttamento cui sono sottoposti nelle fabbriche, nei magazzini, nei laboratori, nei campi, in tutti i luoghi di lavoro... Negli ultimi anni, le lotte vigorose dei lavoratori della logistica, la punta più avanzata (e in larga maggioranza immigrata) di un movimento operaio diviso e disorientato dalle pratiche opportuniste di sindacati di regime e partiti di finta sinistra, sono state quotidianamente contrastate dall'opera congiunta di magistratura, “forze dell'ordine” e mezzi di disinformazione, che hanno fatto ricorso a tutte le pratiche più vomitevoli pur di calunniare, intimidire, reprimere. Si contano ormai a centinaia le cariche, gli arresti, i fogli di via, i processi e le condanne a pene detentive, nei confronti dei lavoratori.

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  • Il fascismo c’è già: si chiama democrazia (comunicato a proposito dei fatti di Piacenza)
  • Salvare il pianeta... Ma come?
  • Primo Maggio 2019: Respingere l'attacco del capitale! Organizzare la risposta proletaria!
  • Migranti: Lo schifo della politica borghese
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