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Il fascismo c’è già: si chiama democrazia (comunicato a proposito dei fatti di Piacenza)

Contenuti Web 19 Febbraio 2018
  • Fascismo e Antifascismo

Quattro giorni dopo l’aggressione delle “forze dell’ordine” al corteo di lavoratori a Piacenza, il 10/2, ecco che fioccano gli arresti. Di fronte a questi fatti, non abbiamo che da ricordare quanto sempre sostenuto: fascismo e democrazia sono due forme del dominio borghese, e non sono in antitesi l’uno con l’altra.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un’intensificazione delle azioni repressive nei confronti di lavoratori in lotta: cariche poliziesche ai picchetti, aggressioni da parte di squadracce di crumiri, agguati ai delegati, uso sempre più esplicito della magistratura e sapiente utilizzo di formazioni fasciste e naziste in funzione anti-proletaria… Ma fascisti, nazisti e altri patriottici idioti sono solo crudeli e pericolosi strumenti della dittatura democratica borghese, oggi tollerati o tenuti sotto controllo da quelle stesse istituzioni che in un domani di inasprimento delle lotte sociali li lasceranno scatenare contro ogni proletario in lotta.

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Salvare il pianeta... Ma come?

Volantini 24 Settembre 2019
  • Volantini
  • Capitalismo e catastrofi ambientali

Il clima che cambia, il CO2 che cresce, la plastica onnipresente, i pesticidi ed erbicidi, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, la deforestazione e desertificazione di aree sempre più vaste, lo scioglimento dei ghiacciai, la cementificazione e mineralizzazione diffuse, le città intasate dal traffico, gli additivi e i veleni di ogni tipo in ciò che mangiamo… È giusto mobilitarsi, organizzarsi, scendere in piazza per contrastare la crescente distruzione dell’ambiente. Ed è giusto che i giovani, preoccupati per il domani, siano in prima linea. Ma metodi e obiettivi sono appropriati? E soprattutto: è davvero chiara, a chi si mobilita perché angosciato e soprattutto incazzato di fronte alle prospettive catastrofiche che ci vengono diffusamente presentate, l’origine di questa crescente distruzione?

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Primo Maggio 2019: Respingere l'attacco del capitale! Organizzare la risposta proletaria!

Volantini 26 Aprile 2019

Ovunque nel mondo, le nostre condizioni di vita e di lavoro sono sotto attacco e avanzano a grandi passi la militarizzazione e il controllo statale delle nostre vite, con l'accompagnamento ideologico di nazionalismo, sciovinismo, ostilita? nei confronti dello “straniero”, sessismo: in altre parole, divisione all'interno della classe proletaria. Tutti i partiti borghesi – di destra come di “sinistra” – elaborano o hanno elaborato riforme del mercato del lavoro, come la Loi Travail in Francia, il Jobs Act in Italia, l'Agenda 2010 in Germania; oppure progettano ulteriori inasprimenti con l'unico obiettivo di rendere flessibili le condizioni di lavoro, aumentare la pressione sulla classe lavoratrice, comprimere i salari. In una parola, aumentare lo sfruttamento dei lavoratori salariati! Ma, in tutto il mondo, quei partiti sono poi concordi e uniti anche in un altro senso: nel potenziare sempre di piu? l'apparato repressivo con il consolidamento dello stato d'emergenza (per esempio, negli USA, in Francia, in Germania, in Turchia, ecc.), nel dotare l'apparato poliziesco e giuridico di sempre maggiori strumenti speciali di intervento, come l’arresto preventivo, l’uso del Taser, l’inasprimento delle leggi. La? dove la classe proletaria e? piu? combattiva, come ad esempio in Italia tra i lavoratori spesso extracomunitari ultra-sfruttati nel ramo della logistica, la? dove le condizioni di lavoro risultano ancor piu? miserabili – ecco che le lotte vengono contrastate dallo Stato con il ricorso alla violenza poliziesca e alla repressione giudiziaria. Anche diffuse proteste “popolari” come quella dei gilet gialli in Francia, nelle quali si manifesta un indistinto malumore nei confronti dei rapporti capitalistici e a cui hanno partecipato anche lavoratori salariati, servono allo Stato come campo d'esperimento per nuove misure repressive e di esercizio del potere.

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Migranti: Lo schifo della politica borghese

Volantini 24 Agosto 2018
  • Immigrazione-razzismo
  • Volantini

Sui corpi sofferenti dei migranti in fuga da miseria, guerre, disperazione, dilaga sempre più la fetida melma della politica borghese, miserabile espressione delle primarie esigenze di sopravvivenza di un modo di produzione in crisi strutturale. E’ una partita, quella che si gioca su quei corpi, che una volta di più porta alla luce l’“essenza” di quella politica: intrallazzi con questo o quel governo straniero o banda di avventurieri per assicurarsi teste di ponte economiche e strategiche (un esempio? i rapporti fra Italia e Libia, o fra Italia e Francia), dinamiche neanche troppo sotterranee di contrasti inter-imperialistici, con i migranti come insanguinata moneta di scambio (un esempio? i rapporti fra Germania e Turchia, tra USA e Messico), squallide manovre di bassa cucina tra fazioni borghesi in fibrillazione (campo in cui l’Italia vanta una lunga tradizione), braccio di ferro di questo o quel paese con l’“Europa”. E soprattutto, operazioni mediatico-ideologiche (“Prima gli italiani”, per non esser da meno ad “America First”), volte a mobilitare in senso anti-proletario, con il supporto della manovalanza mafiosa e fascista e un progressivo irrobustimento dello Stato-sbirro, ampi strati di piccola borghesia e aristocrazia operaia disilluse e incarognite: operazioni mirate ad arginare e controllare i sussulti di classe che potrebbero sprigionarsi sotto la pressione di una crisi che nessun governo borghese, di qualunque colore esso sia, è in grado di risolvere.

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