Dal macello tedesco al ghetto di Mondragone, passando per un magazzino bolognese; dagli slums statunitensi alle favelas brasiliane; dai quartieri popolari di Tokio alle aree urbane d'Africa, India, Cina... Ovunque regni il Capitale, risulta evidente che, per quanto "biologicamente" un virus sia un fenomeno del tutto naturale, la patologia che ne deriva è una malattia figlia dell'organizzazione borghese del lavoro e della sua “razionalissima” vita sociale.
Quanto è accaduto nel macello tedesco e nel magazzino bolognese non è un esempio di "malvagia" o "stupida" o "arretrata" organizzazione del lavoro. E' l'esempio della macchina perfetta con cui la "fabbrica" organizza e utilizza la forza lavoro: ammassare nel più stretto spazio chi lavora, in condizioni sanitarie che garantiscono solo l'"igiene" dei prodotti... I palazzoni di Mondragone, tanto quanto quelli dove vivono gli operai del macello tedesco, sono l'esempio delle condizioni di sovraffollamento e promiscuità in cui le città del Capitale ammassano milioni di esseri umani.
Nella notte fra il 10 e l'11 giugno, davanti ai cancelli della FedEx-TNT di Peschiera Borromeo (Milano), si è consumato l'ennesimo violento pestaggio poliziesco ai danni dei lavoratori dell'azienda, degli operatori sindacali del S.I. Cobas e di una ventina di « solidali » accorsi a sostenere una vertenza che si trascina ormai da due mesi, con l'assurdo licenziamento di ottanta lavoratori. Nell'esprimere la più totale vicinanza e solidarietà ai cinque lavoratori finiti all'ospedale, non possiamo fare altro che constatare e ribadire per l'ennesima volta a che cosa servono le « forze dell'ordine » : applicare le leggi dello Stato, che difendono i sacri principi dello sfruttamento del lavoro e della proprietà privata borghese.