Nella notte tra l'8 e il 9 ottobre, a Seano, nei dintorni di Prato, il picchetto dei lavoratori in sciopero di una piccola fabbrica di pelletteria, organizzati dal SUDCOBAS per rivendicare salari e condizioni di lavoro migliori senza essere trattati come schiavi (lavorano 12 ore al giorno, sette giorni su sette!), è stato aggredito e minacciato da un gruppo di uomini mascherati, una squadraccia di picchiatori in stile fascista e nella migliore tradizione mafiosa che caratterizza il “tessuto produttivo” dell'economia legale e illegale di quella zona. Anche questa volta, i lavoratori non si sono lasciati intimidire ed è scattata una immediata solidarietà collettiva, culminata in uno sciopero spontaneo in diverse altre aziende e in una tempestiva manifestazione nel centro di Prato.
Non servono molte parole: solo patetici illusi non riescono a vedere che, nelle profondità dell'economia capitalistica in crisi da decenni fra alti e bassi, si sta preparando un nuovo conflitto generalizzato, ancor più devastante delle due guerre mondiali passate e delle innumerevoli “guerre minori” che le hanno precedute e seguite: ultime della serie, quella in Ucraina e il macello di proletari palestinesi a Gaza e dintorni.