Non siamo assolutamente sorpresi dalle vicende recenti che stanno sconvolgendo il mondo, portando la discussione sulla “terza guerra mondiale” nei bar e nei talk show televisivi. Non c’interessa qui prendere di mira la destra borghese, più o meno fascista: è un nemico dichiarato. Il problema sono i falsi amici riformisti, pacifisti, democratici: tutta gente che ha illuso e continua a illudere la nostra classe che sia ancora possibile migliorare il capitalismo, eliminarne le contraddizioni. A volte, si spacciano addirittura per comunisti: ma il comunismo è la negazione attiva e organizzata del dominio borghese, tanto nelle sue forme democratiche quanto nelle sue forme fasciste. Essere comunisti significa opporsi a tutte le guerre imperialiste, dichiarare guerra aperta contro il capitale e prima di tutto contro la propria borghesia.
Il fenomeno migratorio nel capitalismo
“L’invenzione di lavoratori eccedenti, ossia di uomini senza proprietà che lavorano, appartiene all’era del capitale” (Marx)[1]. Le migrazioni hanno sempre caratterizzato la specie umana, ma le migrazioni in epoca capitalistica hanno un carattere particolare, distinto, legato allo sviluppo diseguale e combinato del capitale, per cui la ricchezza di una classe sociale e di certe nazioni è strettamente connessa con la miseria di gran parte della popolazione e l’estorsione di risorse di intere aree – fenomeno che avviene prima a scala nazionale e poi a scala continentale e mondiale.